Glossario dei termini

ACANTHOSIS NIGRICANS
Malattia della pelle molto rara ma importante in diabetologia, in quanto produce un'elevata resistenza all'insulina nei diabetici che ne sono affetti, necessitando quindi di somministrazioni di insulina esogena a dosi elevate. Le cause di questa insulino-resistenza, sono state identificate nella diminuzione del numero dei recettori, ed in un loro difetto genetico.

ACETONE
Si forma nel sangue quando le cellule, non utilizzando il glucosio, “bruciano” i grassi, trasformandoli nei cosiddetti chetoni (es. nel digiuno).
Nei pazienti db la presenza d’acetone in misura importante sta ad indicare una insufficiente azione dell'insulina.

ACETONURIA
Sostanza indicante la presenza ed anche il livello di acetone presente nelle urine
(il valore normale è 0).
Nello scompenso del diabete di tipo 1 le urine evidenziano l’esistenza sia del glucosio(glicosuria) che dell’acetone.

ACESULFAME
Acesulfame-K - Dolcificante circa 200 volte più dolce dello zucchero. A differenza dell'aspartame, è a contenuto calorico nullo (come la saccarina). La lettera K indica la presenza di potassio; l'acesulfame resiste ad alte temperature e può essere utilizzato con cibi da cuocere.

ACIDI GRASSI
Costituiscono la riserva energetica principale del nostro organismo.
Quando l'insulina od il glucosio sono insufficienti nel sangue, il nostro organismo brucia i grassi per produrre l'energia necessaria, i materiali di scarto di questo processo sono i cosiddetti “corpi chetonici”.

ACIDOSI
Concentrazioni elevate di sostanze acide nell'organismo.
La forte presenza di chetoni nel sangue è sinonimo di aumentata acidità  dei liquidi presenti nell'organismo. Questo fatto, non opportunamente e tempestivamente controllato, porta alla chetoacidosi diabetica.

ACIDOSI LATTICA
Eccessa formazione di acido lattico nel corpo.
Le cellule producono acido lattico quando usano il glucosio in carenza di ossigeno.
Durante uno sforzo fisico, quindi dai muscoli, l’acido l’attico si riversa nel sangue, attraverso il quale raggiunge cuore, fegato e muscoli inattivi, dove viene riconvertito in glucosio.

ADENOIDI
(vedi GOLA )

ADRENALINA O EPIFRINA
L'adrenalina o epinefrina (insieme alla noradrenalina) è un ormone e un neurotrasmettitore rilasciato dal corpo in situazioni di stress.
I livelli di epifrina si alzano anche in caso di ipoglicemia, provocando sudore e tremore con l'aumento della frequenza del battito cardiaco.

ADDENSANTI
Sostanze in grado di modificare la consistenza del liquido a cui vengono aggiunte. Modificando la viscosità  del fluido si restituisce stabilità  al sistema.

Gli addensanti vengono usati sia nell'industria farmaceutica sia in quella alimentare (in questo caso come additivi alimentari).

ADDITTIVI ALIMENTARI
Gli additivi alimentari ammessi sono suddivisi a seconda dell’azione svolta nei confronti dell’alimento, che può essere: conservativa, antiossidante, emulsionante, stabilizzante, addensante e gelificante, aromatizzante, colorante, di correzione del pH. L’obiettivo è di garantire una efficace tutela della salute dai rischi che possono derivare dall’uso degli additivi alimentari condizionato dalle sole esigenze tecnologico-industriali dei produttori.
Un decreto regola l’uso degli additivi alimentari secondo il cosiddetto principio delle “liste positive“, in base al quale possono essere utilizzate come additivi alimentari solamente le sostanze citate nelle tabelle periodicamente aggiornate del decreto.

AGOFOBIA
Paura dell’ago. Una sensazione di violento malessere, di stress da panico, un rifiuto al farsi una iniezione o a fare il controllo glicemico sul dito.

ALANINA
Per l'organismo umano è un amminoacido non essenziale, dato che l'organismo umano è in grado di sintetizzarla. Può venire infatti prodotta nei muscoli a partire dall'acido glutammico tramite un processo chiamato transamminazione. Nel fegato l'alanina viene trasformata in acido piruvico.

ALBA o EFFETTO ALBA
E’ l’improvviso aumento della glicemia durante la fase del riposo. Ciò può avvenire tra le ore centrali della notte a quelle verso il mattino (alba). E’ influenzata dal tipo di insulina usata e da un eventuale spuntino fatto prima di coricarsi.

ALBUMINURIA
Presenza nelle urine di elevate quantità  della proteina albumina, è sintomo di una patologia renale.

ALITO ACETONICO
Un fastidioso odore di acetone nell'alito, causato da elevate concentrazioni di corpi chetonici nel sangue.

ALITAME
Alitame è un dolcificante formato da acido aspartico, alanina e una nuova ammina. è 2000 volte più dolce del saccarosio.

ALLERGIA DA INSULINA
Se l'organismo considera l'insulina iniettata un corpo estraneo, la attacca con anticorpi. La reazione allergica può essere locale (intorno al punto dove è stata iniettata si forma rapidamente una zona rossastra e pruriginosa) o sistemica (macchie rosse sulla pelle, sensazione di prurito e di disagio). La reazione allergica riduce l'efficacia dell'insulina iniettata. È quindi necessario cambiare il tipo di insulina magari passando a quelle purificate.
L’organismo non riconosce l’insulina e la attacca per difendersi, creando reazioni allergiche locali quali, rossori e pruriti nella zona dell’iniezione, oppure, di origine sistemica, attraverso la comparsa di macchie rosse e spesso anche di prurito; è il caso di consultare immediatamente il proprio medico chiedendogli se sia il caso di cambiare il tipo di insulina con una insulina di tipo purificato.

AMIDI
L'amido è un polisaccaride complesso insolubile in acqua.
L'amido si trova nei frutti, nei semi e nei tuberi delle piante.
Nell'industria alimentare le cinque fonti principali di amido sono il mais, le patate, il riso, la tapioca e il grano. Anche i legumi come i fagioli ne sono ricchi.
Amidi modificati per via chimica o enzimatica: le catene polimeriche dell'amido rimangono di lunghezza invariata ma vengono aggiunti gruppi chimici che, a seconda delle loro caratteristiche conferiscono all'amido particolare proprietà  (amidi cationici, ossidati, eterificati, esterificati, ecc.).
Destrine
Glucosi e derivati: ottenuti per conversione enzimatica dell'amido, fino a ridurre il polimero glucosidico a due monomeri (maltosio) o a singole molecole di glucosio.

AMINOACIDI
Gli aminoacidi sono i mattoni che costituiscono le proteine, essenziali per la struttura muscolare. I vari cibi contengono gli aminoacidi in proporzione variabile; con una dieta equilibrata si suppone che l'atleta assuma la quota proteica corretta e quindi tutti gli aminoacidi di cui ha bisogno. Rispetto al sedentario, l'atleta ha però, non solo un fabbisogno accresciuto, ma anche diversificato. In particolare ha bisogno di aminoacidi a catena ramificata. Tre aminoacidi (leucina, isoleucina, valina), che per la loro struttura vengono detti a catena ramificata, hanno una particolare importanza nella sintesi proteica e sono coinvolti nel processo per cui si ottiene energia dalle proteine. In una dieta normale, non da sportivo, l’uso degli aminoacidi ramificati non sembra consigliato.
Pertanto 3 sono gli aminoacidi ramificati.
leucina, isoleucina, valina.
Sono ben 22 gli aminoacidi presenti.

ANALISI DELLE URINE
Per i db si consiglia di effettuare, assieme all'autocontrollo glicemico, anche l'analisi della glicosuria (presenza di glucosio nelle urine) e della chetonuria (presenza di corpi chetonici nelle urine).

ANGIOGENESI
L'angiogenesi è un processo di fondamentale importanza in molti processi fisiologici, quali la normale crescita del tessuto, lo sviluppo embrionale, la cicatrizzazione delle ferite, il ciclo mestruale, e patologici.
L'angiogenesi patologica può essere suddivisa in attività  a bassa attività  angiogenica ad esempio danneggiamento dei tessuti in seguito ad un’ischemia o l’insufficienza cardiaca o ad altra attività  angiogenica come ad esempio avviene nel cancro sia tumori solidi sia ematologici o in infiammazioni croniche, artrite reumatoide, sindrome di Crohn, retinopatia diabetica, psoriasi, endometriosi e l’arteriosclerosi.

ANGIOPATIE
Malattie che riguardano i vasi sanguigni come, vene, arterie, capillari, spesso possono riguardare i pazienti db. A loro volta si dividono in microangiopatie (malattie dei piccoli vasi ) e macroangiopatie (malattie dei grossi vasi). Prese per tempo sono operabili con ottimi esiti.

ANTIOSSIDANTI
Settore alimentare
Additivi alimentari impiegati per impedire che gli alimenti si ossidino dando luogo a sostanze sgradevoli per colore, sapore e odore. Alcune sostanze sono dette sinergici degli antiossidanti e ne aumentano l’azione (per esempio, l’ acido citrico e l’acido tartarico).
Definizione
Gli antiossidanti non sono una categoria di sostanze omogenee: ne fanno parte vitamine, minerali, aminoacidi essenziali, tutte queste sostanze hanno, tra le altre, una fondamentale capacità : riescono a contrastare efficacemente l'azione dei radicali liberi.
1) La vitamina A (retinolo) e beta-carotene.
2) Il carotene è il nome che indica una categoria di pigmenti naturali (sono oltre 600 i carotenoidi in natura) presenti in molti vegetali (essenzialmente frutta e ortaggi di colore dal giallo al rosso, ma anche verdura a foglia verde) che nel nostro organismo si comporta da precursore della vitamina A (cioè viene trasformato in vitamina A e per questo motivo viene definito provitamina). Dal punto di vista delle proprietà  antiossidanti, il carotene si è dimostrato tra i più efficaci.
3) Le vitamine del complesso B;
4) La vitamina C;
5) La vitamina E;
6) Il coenzima Q10 e acido lipoico: sono definite sostanze vitamino simili che svolgono una buona azione antiossidante soprattutto nei confronti dell'invecchiamento cellulare e dei tessuti (infatti entrano a far parte di numerose creme antirughe), ma anche nella lotta contro l'arteriosclerosi e il decadimento del sistema immunitario;
7) Alcuni minerali: li troviamo come componenti di quegli enzimi che il nostro organismo mette in campo contro i radicali liberi e sono: il germanio, il manganese, il molibdeno, il rame, il selenio, lo zinco (vedi "minerali");
8) I pigmenti vegetali: sono i flavonoidi e la clorofilla.
I flavonoidi sono i pigmenti che colorano vivacemente la frutta e la verdura spesso in abbinamento alla vitamina C; sono una famiglia numerosa di oltre quattromila sostanze simili la cui forte capacità  antiossidante viene sempre più evidenziata dagli studi scientifici; tra i flavonoidi più presenti sulla nostra tavola possiamo citare quelli presenti nel vino rosso (le protoantocianidine) che hanno una spiccata capacità  protettiva nei confronti dell'arteriosclerosi, ma presenze significative si hanno anche nel tè verde, nelle foglie di ginko biloba, nelle alghe, negli oli essenziali. I flavonoidi agiscono sia direttamente sia coadiuvando l'azione di altri antiossidanti quali le vitamine e i minerali
La clorofilla è il componente essenziale per il processo di fotosintesi che si svolge in tutti i vegetali ed ha anch'essa una forte proprietà  antiossidante. Oltre che in tutte le verdure in particolare quelle a foglia verde la clorofilla è oggi reperibile anche in preparati a base di clorofilla alterata chimicamente.
9) Gli aminoacidi essenziali: gli aminoacidi sono i componenti delle proteine che, a loro volta, sono il materiale costitutivo del nostro organismo. Tra gli aminoacidi (che sono in totale ventidue) nove sono definiti essenziali perchè il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e li deve assumere dall'esterno attraverso l'alimentazione e in particolare attraverso gli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e derivati), ma sono anche presenti in legumi, cereali, verdura e frutta. La dieta normalmente presente sulle nostre tavole occidentali è fin troppo ricca di proteine di origine animale e quindi è piuttosto rara la carenza di aminoacidi essenziali quali l'arginina, la cisteina (l'aminoacido più attivo nei confronti dei radicali liberi), la metionina, l'istidina, la lisina e altri. Le carni e i latticini vengono definiti alimenti completi in quanto forniscono tutti gli aminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni, mentre i vegetali devono essere abbinati tra loro per dare un apporto simile, a questo proposito uno degli abbinamenti più antichi e più riusciti dal punto di vista nutrizionale è quello dei cereali con i legumi presente nelle tradizioni di tutto il mondo (dalla pasta e fagioli mediterranea al mais e fagioli del Sud America al riso e lenticchie dell'India).

APPARATO DIGERENTE
L'apparato digerente è l'insieme degli organi che svolgono il processo digestivo. In questo processo gli alimenti vengono assunti, elaborati ed assorbiti, con l'eliminazione attraverso le feci delle sostanze non assimilabili.
Parliamo di fasi :
1. digestione orale
Dalla bocca allo stomaco: la digestione orale
La bocca è il luogo dove avviene la prima fase della digestione. Il cibo subisce la prima scomposizione attraverso la masticazione. La triturazione avviene grazie ai 32 denti con funzioni specifiche: 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari. Questo processo è aiutato dalla lingua, un muscolo ricoperto di mucosa e fornito di papille gustative che funzionano come organo di tatto e gusto.
Intanto, le ghiandole salivari secernono la saliva che ammorbidisce gli elementi macinati e discioglie quelli solubili in acqua. Inoltre, grazie alla ptialina, un enzima contenuto nella saliva, gli amidi vengono trasformati in maltosio, uno zucchero dalla composizione più semplice.
Il boccone, così trasformato in bolo viene ingoiato e scende attraverso la faringe, la cavità  a forma di imbuto in comune con l'apparato respiratorio, per poi passare nell'esofago, un tubo muscoloso lungo oltre 20 centimetri che attraversa il diaframma e porta il bolo sino nello stomaco.
2. digestione gastrica
Lo stomaco è un allargamento del tubo digerente. Possiede un orifizio di ingresso, dall'esofago, detto cardias e di uno di uscita verso l'intestino detto piloro.
E' formato da strati di fibre muscolari in grado di contrarsi per rimescolare il cibo. La superficie interna si presenta a pieghe, sotto le quali sono presenti le ghiandole che secernono i succhi gastrici.
In presenza di svariati stimoli, tra i quali la vista e l'odore del cibo, alcuni impulsi nervosi del cervello stimolano le ghiandole dello stomaco che secernono il succo gastrico. Questo è composto da acido cloridrico, in grado di scomporre il cibo e di uccidere ogni organismo vivente che viene ingerito, e un enzima, la pepsina, che trasforma le proteine in sostanze più semplici: i peptoni.
Al termine della digestione, che a seconda delle sostanze ingerite può durare da mezz'ora a sette ore, il materiale ingerito è stato trasformato in chimo, una sostanza poltigliosa e biancastra. Con le contrazioni dello stomaco il chimo passa attraverso il piloro e giunge nell'intestino.
3. digestione intestinale
La prima parte dell'intestino è l'intestino tenue, un tubo dal diametro di circa 3 centimetri, lungo 7 o 8 metri. A sua volta l'intestino tenue si divide in tre parti: il duodeno, il digiuno e l'ileo.
Nel duodeno, lungo circa 25-30 cm, ha inizio la digestione intestinale. Qui affluiscono i condotti di fegato e pancreas. Sul chimo, sempre a causa di differenti stimoli nervosi, si riversano il succo duodenale (prodotto dal duodeno), composto da enzimi che trasformano il chimo in sostanze semplici: i peptoni vengono ridotti ad aminoacidi, e il maltosio viene trasformato in glucosio, lo zucchero semplice.
Il succo pancreatico (prodotto dal pancreas), invece, è il succo più completo ed efficace: non solo trasforma i peptoni in aminoacidi, ma trasforma l'amido sfuggito all'azione della saliva in maltosio (che diverrà  poi glucosio), e infine aggredisce i grassi riducendoli a un miscuglio di glicerina e acidi grassi, affinché possano essere assorbiti dai villi intestinali.
La bile, secreta dal fegato, arrivata nel duodeno, contribuisce a sciogliere i grassi, ne favorisce l'assorbimento e stimola i movimenti dell'intestino.
Il chimo, in questo modo trasformato, passa per il digiuno e quindi per l'ileo, la parte più lunga e ingarbugliata dell'intestino dove avviene l'assorbimento delle sostanze ingerite attraverso cinque milioni di villi intestinali, minuscole sporgenze al cui interno scorrono i capillari che trasportano il nutrimento ai vari organi.
4. assorbimento intestinale
La parte terminale dell'intestino è l'intestino crasso, e comunica con il tenue attraverso la valvola ileo-cecale, che lascia passare le sostanze in una sola direzione.
A sua volta anche l'intestino crasso è diviso in tre parti: l'intestino cieco, il colon e il retto che termina all'esterno attraverso lo sfintere, un anello muscolare in parte volontario e in parte involontario che permette di regolare l'apertura anale.
Nell'intestino crasso viene assorbita l'acqua residua, mentre miliardi di batteri scompongono la cellulosa degli alimenti vegetali che non viene intaccata dai succhi gastrici. In una piccola percentuale questa scomposizione porta alla formazione di glucosio, che viene assimilato, mentre la massa rimanente, insieme alle altre sostanze indigeribili, viene espulsa sotto forma di feci.
5. il fegato ( vedi fegato )
6. il pancreas ( vedi pancreas )

APPORTO CALORICO
In biologia, o in nutrizione, la grande caloria (Cal o kcal), equivalente a 1000 cal, indica l'apporto energetico di un alimento. La determinazione dell'apporto calorico deve essere fatta in riferimento allo zucchero (glucosio), che è l'alimento naturale di più semplice assimilazione. Tenendo conto che un g (grammo) di zucchero sviluppa 3,92 kcal, un grammo di proteina circa 4 kcal e un grammo di lipidi (grassi) circa 9 kcal, tutti gli altri alimenti devono essere rapportati ad essi per calcolarne l'apporto energetico.

AROMATIZZANTI
Fanno parte degli additivi alimentari naturali o sintetici che riproducono sapori e odori o li esaltano nei cibi. L’industria produce alcolati, liofilizzati o succhi concentrati; oli essenziali; aromi distillati, essenze, infusi e tinture. Inoltre sono considerate aromi naturali anche sostanze ottenute per sintesi e non per estrazione, insieme a composti naturali, che si definiscono propriamente esaltatori di sapidità  perché esaltano sapore e odore degli alimenti (per esempio, glutammato di sodio).

ARGININA
L’aminoacido arginina è vitale per la produzione dello sperma.
Si impiega anche nei casi di astenia.
Si trova in latte, carne, uova, germe di grano, farina di grano, cioccolato, formaggio, noci, mandorle, noccioline, semi di zucca, pesci, etc.
E' immunostimolante, aiuta nella guarigione delle ferite.
Rigenera il tessuto del fegato. In forti dosi brucia i grassi e forma i muscoli.

ARTERIE
Per convenzione si definisce arteria un vaso sanguigno che nasce dai ventricoli.
Queste arterie di grande calibro si vanno via via ramificando in arterie di medio e piccolo calibro fino alle arteriole precapillari. La struttura delle arterie si modifica con il variare del loro calibro.
Attraverso queste arterie ed i vasi sanguigni, il sangue, pompato dal cuore, raggiunge tutti i tessuti del nostro organismo.

ARTERIA OFTALMICA
Ramo collaterale della carotide interna che irrora il globo oculare.

ARTROPATIA NEUROPATICA
Vedi piede di Charcot.

ASPARTAME
Aspartame - L'aspartame è un composto dolcificante a basso contenuto calorico (4 kcal per grammo).
Viene idrolizzato dalle esterasi intestinali in acido aspartico, metanolo e fenilalanina. (vedi )

ASTENIA (Sindrome da affaticamento cronico)
L'Astenia è un sintomo specifico presente in numerose condizioni morbose. Il nome deriva da un termine medico di origine greca: “astenos” significa infatti privo di forza.
Consiste nella riduzione della forza muscolare al punto che i movimenti, anche se effettivamente possibili, sono eseguiti con lentezza e con poca energia. Può non essere associato ad alcun dolore. Il soggetto si sente spossato e privo di forze senza necessità  di una patologia specifica. Sinonimo di debilitazione. Sintomo caratteristico della miastenia.
Tipicamente associato a forme di patologia mentale molto diffuse tra la popolazione quale la sindrome depressiva. È stata recentemente definita la Sindrome da affaticamento cronico di cui l'astenia oltre che esserne sintomo caratteristico è anche l'unico sintomo e per questo è stata scambiata erroneamente in passato con forme di depressione mentale.

ASTENURIA
Consiste nella riduzione della forza muscolare al punto che i movimenti, anche se effettivamente possibili, sono eseguiti con lentezza e con poca energia. Può non essere associato ad alcun dolore. Il soggetto si sente spossato e privo di forze senza necessità  di una patologia specifica. Sinonimo di debilitazione. Sintomo caratteristico della miastenia.

ATEROSCLEROSI
Anche per il paziente db, l’aterosclerosi è una malattia riguardante l'ostruzione dei vasi sanguigni.
Anatomicamente, la lesione caratteristica dell'aterosclerosi è l'ateroma o placca aterosclerotica, ossia un ispessimento dell'intima (lo strato più interno delle arterie, che è rivestito dall'endotelio ed è in diretto contatto con il sangue) delle arterie dovuto principalmente all'accumulo di materiale lipidico (grasso) e a proliferazione del tessuto connettivo.
Clinicamente l'aterosclerosi può essere asintomatica oppure manifestarsi, di solito dai 40-50 anni in su, con fenomeni ischemici acuti o cronici, che colpiscono principalmente cuore, encefalo, arti inferiori e intestino.
L'accumulo delle LDL è dovuto non solo all'aumento della permeabilità  dell'endotelio funzionalmente o anatomicamente danneggiato, ma anche al loro legarsi ai costituenti della matrice extracellulare dell'intima; legame che aumenta il tempo di residenza in loco delle lipoproteine. Un fattore importante che causa un aumento della matrice connettivale intimale (ispessimento dell'intima) è rappresentato dall'attrito della corrente sanguigna sulla superficie vasale (stress emodinamico), che è particolarmente accentuato in corrispondenza delle ramificazioni e delle curvature dei vasi, sedi che risultano particolarmente predisposte alla sviluppo delle lesioni aterosclerotiche.


AUTOCONTROLLO DELLA GLICEMIA
Serve a determinare il variare del glucosio nel nostro sangue, per prevenire stati di ipoglicemia o di iperglicemia. Serve a stabilire il giusto rapporto che il db deve avere tra la terapia insulinica in atto ( o pastiglie o il mix tra insulina e pastiglie) con il giusto rapporto calorico della propria dieta ( fatta da carboidrati CHO) e con una attività  fisica programmata.

AUTOIMMUNI
( vedi MALATTIE IMMUNITARIE )

 

B______________________

BILE
La bile è un liquido di colore giallo-verde secreto dal fegato. E’ immagazzinata nella colecisti tra un pasto e l'altro e mangiando, è secreta nel duodeno dove collabora ai processi della digestione.
I 4 UMORI DELLA BILE
La bile gialla (a volte detta icore) e la bile nera erano due dei quattro fluidi vitali o umori della medicina antica e medievale (gli altri due erano flegma e sangue). Il nome latino dei termini diede origine alle parole "collera" (bile) e "malinconia" (bile nera). Si pensava che la bile eccessiva producesse un temperamento aggressivo, noto come "collerico". Questa è l'origine della parola "bilioso". La depressione e altre patologie mentali (malinconia) erano collegate ad un eccesso di bile nera.
La bile funge per un certo grado da detergente, aiutando ad emulsionare i grassi e partecipa così al loro assorbimento nel piccolo intestino; quindi ha parte importante nell'assorbimento delle vitamine D, E, K e A che si trovano nei grassi. Oltre alla funzione digestiva, la bile serve anche all'eliminazione della bilirubina, prodotta dalla degradazione della emoglobina, che le dà  il tipico colore; neutralizza anche l'eccesso di acidità  nello stomaco prima di arrivare nell'ileo, la sezione finale del piccolo intestino. I sali biliari hanno anche un effetto battericida dei microbi nocivi introdotti con il cibo.
Il colesterolo contenuto nella bile può talvolta conglomerarsi nella colecisti, formando così i calcoli biliari.
Dopo un uso eccessivo di alcool, il vomito può essere verde: il componente verde è la bile.
In assenza di bile, i grassi diventano indigeribili e sono invece escreti con le feci; in quel caso perdono il loro caratteristico colore marrone e sono invece bianche o grigie, e grasse. Ciò causa problemi significativi alla parte finale dell'intestino perché normalmente tutti i grassi sono assorbiti nel duodeno, mentre l'intestino e la flora batterica non li sanno elaborare oltre questo punto.

BILIRUBINA
La bilirubina è un pigmento di colore giallo-rossastro, contenuto nella bile ed è un prodotto del catabolismo dell'emoglobina.
Nelle malattie in cui viene distrutta troppa emoglobina oppure l'eliminazione di questa non funziona bene, la bilirubina si accumula nel sangue e nel corpo.
L'aumento della bilirubina plasmatica oltre il valore di 3-4 mg/dl conferisce alla cute e alle sclere un colorito giallastro, definito ittero.
La bilirubina si forma quando i globuli rossi muoiono e la loro emoglobina viene decomposta dai macrofagi nei suoi componenti base, il gruppo eme e le globine. Il gruppo eme viene ulteriormente degradato in biliverdina e poi bilirubina.
Poiché la bilirubina è poco solubile in acqua, viene trasportata al fegato e legata all'albumina. Nel fegato la bilirubina viene resa solubile in acqua mediante coniugazione con l'acido glucuronico.
La bilirubina coniugata finisce nella bile e con questa nell'intestino, dove viene parzialmente trasformata in urobilinogeno.
La bilirubina e i suoi derivati conferiscono alle feci il loro caratteristico colore marrone. L'urobilinogeno viene in parte riassorbito ed espulso dai reni come urobilina: è questa a dare all'urina il suo colore giallo.

BOLO INSULINICO - basale
I regimi bolo-basale consistono nella somministrazione di "bolo" di insulina ad azione rapida prima dei pasti principali, in maniera tale da rispondere all'aumentata richiesta di insulina in seguito all'ingestione di cibo e quindi di ridurre il picco postprandiale della glicemia ed una somministrazione di insulina basale ad azione intermedia o prolungata, per compensare la richiesta insulinica basale da parte dell'organismo.

BULIMIA
Incontrollabile ed eccessivo bisogno di mangiare.

 

 

C______________________

CAFFEINA O TEINA
La caffeina detta anche teina, è un alcaloide naturale presente nelle piante di caffè, cacao, tè, cola, guaranà  e mate e nelle bevande da esse ottenute.
La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale e viene utilizzata in ambito medico e ricreazionale in caso di sonnolenza. È importante notare che la caffeina va utilizzata solo occasionalmente e dosi di caffeina non possono rimpiazzare il sonno.
La dose letale della caffeina per un uomo adulto, è stimata essere fra 150 ed i 200mg per Kg di massa corporea somministrati per via orale in un intervallo di tempo che va in genere dalle 3,5 alle 10 ore.
La caffeina provoca un aumento di acidi gastrici; un utilizzo prolungato nel tempo può quindi portare ad ulcera, esofagite e riflusso gastrointestinale. Un abuso può anche portare a nervosismo, irritabilità , ansia, insonnia, palpitazioni.
Chi consuma regolarmente caffeina sviluppa una tolleranza che si traduce in un affievolimento dell'effetto della caffeina e contemporaneamente in una accresciuta sensibilità  verso l'adenosina. Il risultato di ciò è una diminuzione della pressione sanguigna e ad un aumento della quantità  di sangue nella testa che porta ad emicrania. Altri sintomi sono nausea, ansia, irritabilità . In casi di abuso si possono avere sintomi quali depressione, incapacità  di concentrarsi, demotivazione.

CALCITONINA
La calcitonina è un polipeptide sintetizzato dalle ghiandole parafollicolari della tiroide. Ha funzione antagonista al paratormone, infatti la sua azione consiste nel ridurre le concentrazioni plasmatiche di calcio, agendo principalmente sull’osso bloccandone il riassorbimento da parte degli osteoclasti e accelerando l’attività  osteoblastica di deposizione della matrice. L’ormone agisce anche a livello renale, stimolando la secrezione urinaria di calcio e inibendo il riassorbimento da parte dei tubuli distali.

CALORIA
In biologia, o in nutrizione, la grande caloria (Cal o kcal), equivalente a 1000 cal, indica l'apporto energetico di un alimento. La determinazione dell'apporto calorico deve essere fatta in riferimento allo zucchero (glucosio), che è l'alimento naturale di più semplice assimilazione. Tenendo conto che un g di zucchero sviluppa 3,92 kcal, un grammo di proteina circa 4 kcal e un grammo di lipidi circa 9 kcal, tutti gli altri alimenti devono essere rapportati ad essi per calcolarne l'apporto energetico.

C-PEPTIDE
Quando viene ricercato il livello di C-Peptide nel nostro sangue, è per poter ottenere una calcolo della quantità  di insulina prodotta dal nostro pancreas. Il C-Peptide è il prodotto intermedio nella sintesi dell'insulina.

CANCRENA o GANGRENA
Una delle più serie conseguenze della neuropatia diabetica.
La cancrena è un processo di necrosi caratterizzato dalla morte o dalla distruzione di una massa di tessuti, conseguenti a infezioni, traumi o ad alterazioni dei vasi sanguigne dei nervi. La cancrena può essere secca,umida o gassosa. Nella cancrena secca prevale l'evaporazione dei processi litici. Nella cancrena umida prevalgono i processi colliquiativi. La cancrena gassosa dipende dai germi anaerobi; essendo questi capaci di produrre grandi quantità  di anidride carbonica, è più facile la dissociazione dei tessuti e viene quindi facilitata la diffusione del processo. ( vedi Necrosi )

CAPILLARI
I capillari sono sottili vasi sanguigni posti tra l'estremo terminale di un'arteria e quello distale di una vena. Questa caratteristica consente loro di effettuare gli scambi gassosi e di nutrienti tra il sangue e i tessuti. Il diabete comporta un indebolimento delle pareti dei capillari.

CARBOIDRATI ( vedi anche conteggio dei carboidrati )
Esistono i carboidrati semplici (per esempio zucchero e frutta) e quelli complessi (come gli amidi).
L’organismo trasforma i CHO principalmente in glucosio, che è la molecola implicata nella maggior parte dei processi energetici.
I glucidi, o zuccheri, o saccaridi, sono detti anche carboidrati o idrati di carbonio in quanto i più semplici hanno un rapporto idrogeno ossigeno simile a quello dell'acqua: (CH2O)n.
Tutti i glucidi sono solidi a temperatura ambiente.
In una dieta equilibrata, i glucidi e i lipidi devono essere introdotti in modo equilibrato.
Se prevalgono i lipidi si va incontro a chetosi e ad accumulo di grasso.
Se prevalgono i glucidi, la parte di questi che non viene utilizzata per metabolizzare i lipidi, viene trasformata essa stessa in lipidi e può condurre al diabete secondario. (Vedi anche )
1. Monosaccaridi
2. Disaccaridi
3. Polisaccaridi
4. Osi
5. Olosidi

CARBOIDRATI COMPLESSI
La pasta, il pane ed altri prodotti a base di cereali, patate e legumi, hanno sostanze che vengono trasformate, solo in parte, in maniera lenta in zuccheri.

CARBOIDRATI SEMPLICI
La maggior parte delle sostanze vengono assimilate o convertite in modo veloce dal nostro organismo in glucosio e queste sostanze le troviamo nel latte (lattosio) e nella frutta (fruttosio).

CARDIOVASCOLARE
Che è in relazione col cuore e col sistema dei vasi sanguigni centrali.

CAROTENOIDI
I carotenoidi una parte prendono parte alla catena di trasporto dell'energia, e dall'altra proteggono il centro di reazione dall'ossidazione.
A causa della loro particolare struttura molecolare, sono capaci di legare ed eliminare i radicali liberi, e giocano in questo senso un ruolo importante nel sistema immunitario. Inoltre, studi epidemiologici hanno evidenziato come le persone con elevati livelli di àŸ-carotene mostrino più bassi rischi di contrarre il cancro ai polmoni.

CELLULE ALFA  BETA DELTA - PP
(Vedi ISOLE DI LANGERHANS)

CELLULOSA
La cellulosa è uno dei più importanti polisaccaridi. È costituita da un gran numero di molecole di glucosio (da circa 300 a 3.000 unità ).

CELLULE ALFABETA DELTA STAMINALI
Un tipo di cellule nel pancreas nelle Isole di Langerhans.
Le cellule Alpha producono e rilasciano un ormone chiamato glucagone, che aumenta il livello di Glucosio (zucchero) nel sangue.
o Le cellule Beta producono e rilasciano un ormone chiamato insulina, che controlla e mantiene costante il livello di Glucosio (zucchero) nel sangue.
o Le cellule Delta producono e rilasciano un ormone chiamato somatostatina, si pensa esso sia adibito al controllo sul come le cellule beta producono e rilasciano l'insulina e sul come le cellule alfa producono e rilasciano il glucagone.
o Per cellula staminale, s’intende una cellula capace, nel suo processo continuo di duplicazioni successive, di differenziarsi fino a diventare una cellula di un particolare tessuto.

CHERATINA
È prodotta dai cheratinociti ed è il principale costituente dello strato corneo dell'epidermide e delle unghie e di appendici quali capelli, corna e piume.

CHO
Nel comune gergo dei db, nel parlato, l’uso di questa sigla è per abbreviare la parola carboidrati.

CHETOACIDOSI
La chetoacidosi è un emergenza clinica tipica del diabetico di tipo 1.
L'organismo comincia ad utilizzare massivamente gli acidi grassi per ottenere energia.
La chetoacidosi diabetica è indotta da un grave deficit insulinico, associato a un incremento assoluto o relativo del glucagone che si produce: -nel diabete mellito di tipo 1 non sufficientemente trattato con insulina, o in seguito a brusca interruzione della terapia insulinica -nel diabete mellito di tipo 1 o, raramente, di tipo 2 in seguito alla liberazione di un eccesso di ormoni controregolatori dell'insulina conseguente a stress fisici (infezioni, traumi). Essa può sfociare in episodi gravi fino al coma chetoacidosico. La chetoacidosi inizia lentamente: i primi segni sono nausea e vomito, forti dolori addominali e un respiro profondo e affannoso accompagnato da pressione bassa e basso anche la frequenza che si sente al polso.

CHETONI ( o corpi Chetonici)
Elementi chimici che il corpo produce quando le cellule bruciano grassi invece di zuccheri.

CHETONEMIA (o CHETONURIA)
E’ la presenza di chetoni o corpi chetonici nel sangue.

CICLAMMATO
È considerato fra i dolcificanti più a rischio, visto che nel 2000 il comitato scientifico dell'Unione Europea ne ha ridotto notevolmente la soglia di sicurezza (attualmente 7 mg/kg), equivalente a circa 1,1 l di bevanda dietetica dolcificata con ciclamato.

CIFOSI
Cifosi, curvatura eccessiva della spina dorsale con concavità  anteriore, generalmente conosciuta come gobba. Solitamente presente in individui di sesso femminile. In età  adolescenziale può essere causata da una postura errata e può essere curata con ginnastica opportuna ed una correzione della postura. In età  avanzata è conseguenza dell'osteoporosi ed è difficilmente curabile. Esistono esercizi fisici per aiutare la guarigione.

CISTEINA
Per l'organismo umano non è un amminoacido essenziale.
Tuttavia la cistina, e quindi la cisteina da cui deriva, è indispensabile per il processo di cheratinizzazione.

CISTIFELLEA
La cistifellea (detta anche colecisti o vescicola biliare) è un organo situato sotto la superficie inferiore del fegato, nella parte superiore destra dell'addome. Il suo compito è quello di immagazzinare la bile, prodotta dagli epatociti, che verrà  utilizzata durante i processi digestivi.
La cistifellea presenta, normalmente, una lunghezza di circa 10 cm con una capacità  di 40 g. Grossolanamente ha una forma a pera, con il corpo situato nella faccia inferiore del fegato (fossetta cistica) e il collo che prosegue nel dotto cistico ed è in comunicazione con il fegato mediante il dotto epatico.
La cistifellea può essere sede di calcoli (Calcolosi biliare), che si formano a causa di un eccesso di colesterolo e di calcio inorganico; è un problema abbastanza comune (ne viene colpita circa il 15% della popolazione) e la diagnosi attualmente si basa sull'ecografia del fegato e delle vie biliari. Nei casi più gravi si rende necessaria la terapia chirurgica mediante laparascopia in anestesia generale.. Una dieta povera di grassi e ricca di frutta e verdura riduce notevolmente la possibilità  di una loro formazione.

COLESTEROLO ( buono HDL – cattivo LDL – leggi anche ATEROSCLEROSI)
L'uomo produce per biosintesi autonoma la maggior parte del colesterolo necessario, negli adulti tra 1 e 2 grammi al giorno. Solo una piccola parte (in media 0,1 fino 0,3, massimo 0,5 grammi) viene assunta con l'alimentazione: la maggior parte del metabolismo del colesterolo avviene nel fegato, circa l’85%. Il contenuto di colesterolo nell'organismo umano è di ca. 150 grammi.
L’eccessivo colesterolo nel sangue favorisce la formazione di depositi (placche) sulle arterie, è causa di patologie cardiovascolari.
Il pesce contiene gli acidi grassi Omega 3, sono noti soprattutto per la loro capacità  di abbassare i livelli di colesterolo ematico e delle lipoproteine a bassa densità  (LDL).

COLONNA VERTEBRALE ( leggi anche vertebre )
La colonna vertebrale è l'insieme costituito dalle vertebre, le quali si articolano fra di loro, formando un asse osseo che dalla base cranica si stende fino alla base del tronco, fondamentale sia per la sua funzione di sostegno del corpo, sia per quella di protezione del midollo spinale.
La colonna vertebrale o rachide è costituita da un certo numero di vertebre (in genere 32-35) impilate le une sulle altre e fra loro articolate. Una vertebra generica presenta: anteriormente un corpo, di forma pressocchè cilindrica, costituito d'un anello di tessuto osseo compatto contenente tessuto osseo spugnoso; posteriormente vi sono invece i così detti archi vertebrali che circoscrivono il foro vertebrale, la cui giustapposizione ha per effetto di delimitare il canale vertebrale, al cui interno alligna il midollo spinale.
Le vertebre cervicali sono sette vertebre che costituiscono l'asse di sostegno del collo. Le vertebre cervicali presentano alcune caratteristiche peculiari. Innanzitutto sono le più piccole dell'intero sistema della colonna; inoltre presentano tutte processi trasversi piuttosto corti e tozzi, detti perciò masse laterali.
Vertebre toraciche. Si tratta di dodici vertebre poste all'altezza del torace, di dimensioni via via crescenti man mano che ci si allontana dal tratto cervicale. Le vertebre toraciche si articolano con le corrispondenti dodici coste (volgarmente dette costole) il cui complesso costituisce la gabbia toracica, la struttura esoscheletrica con funzione protettiva per i visceri toracici, nonché per parte dei visceri addominali (posti cioè al disotto del muscolo diaframmatico).
Vertebre lombari In numero di cinque. I principali caratteri che distinguono le v. lombari consistono nel notevole volume del corpo e nella caratteristica forma dei processi spinosi.
Sacro e coccige. È un unico osso che fa seguito al tratto lombare della colonna. Deriva dalla fusione di cinque segmenti primitivi, le vertebre sacrali. Queste con il coccige e con le due ossa dell'anca formano il bacino.

COLORANTI ALIMENTARI
Sono additivi usati per migliorare l’aspetto dei prodotti alimentari, specie quelli di produzione industriale. Molti coloranti alimentari, tra cui quelli derivati dall’anilina (detti coloranti azoici), sono vietati perché cancerogeni. I coloranti alimentari, distinti in naturali e sintetici, vengono aggiunti alle bibite analcoliche, alle caramelle, ai budini, alle creme, ma anche ai formaggi, alla margarina, ai prodotti conservati sotto aceto o sott’olio, alle marmellate e a molti altri alimenti.

COMA CHETOACIDOSICO
Il coma chetoacidosico è un emergenza clinica tipica del diabetico di tipo 1.
(Vedi chetoacidosi)

COMA IPEROSMOLARE
Deriva da una profonda disidratazione in soggetti, in genere anziani, affetti da diabete di tipo 2.
Si ha stati di confusione o di sopore e mancanza di insulina e presenza di alti livelli di glucosio.
Un grave aumento dell'osmolarità  del sangue (sangue denso).

COMA IPOGLICEMICO
I livelli di glucosio nel sangue crollano velocemente e provocano tremore , sudore, visione doppia e poi convulsioni e collasso.
Il coma ipoglicemico si verifica sia nei db di tipo 1 che nei db di tipo 2.
E’ opportuno tenere sempre controllate le ipoglicemie portandosi dietro, come necessario ed indispensabile bustine di zucchero, caramelle di zucchero o una confezione di glucagone e non meno importante il glucometro. Addestriamo chi vive con noi.

COMA
Fra le cause del coma si annoverano livelli molto alti o molto bassi di zucchero nel sangue.
Quindi parliamo di Iper glicemia e di Ipo glicemia.

COMPLICANZE
Gli organi bersaglio sono l'occhio, il rene, il sistema nervoso ed il sistema cardiovascolare, non dimentichiamoci dei nostri piedi e delle patologie correlate ad essi.
Retinopatia
Nefropatia
Neuropatia
Sistema neurovegetativo
Complicanze a distanza sono meno temibili nelle forme più conclamate. Questo perché il diabete conclamato consente una diagnosi e trattamento tempestivo, mentre una forma a lungo inapparente rimane misconosciuta e mina indisturbata gli organi bersaglio. Evitare i picchi glicemici.

CONSERVANTI ALIMENTARI
Sono sostanze chimiche aggiunte agli alimenti per evitarne il deperimento a causa dell’azione di microrganismi o dell’ossidazione da parte dell’ossigeno contenuto nell’aria. Si possono suddividere in antimicrobici, antiossidanti e sostanze il cui effetto conservante è secondario. I conservanti alimentari antimicrobici vengono a loro volta suddivisi in conservanti alimentari innocui, conservanti alimentari accettabili e conservanti alimentari da riservare al trattamento in superficie dei prodotti.

CONTEGGIO CARBOIDRATI ( CHO )
Con questa definizione si intende quell’operazione che ogni buon db dovrebbe conoscere, ossia il calcolare quanti CHO (carboidrati) assumiamo durante il nostro pasto; dopo questo passo sarà  più facile anche calcolare la quantità  di insulina per poterli assimilare.
E’ bene ricordare che la terapia viene data dal Diabetologo, ma ognuno di noi deve saper calcolare eventuali eccessi di cibo od eventuali digiuni.
Esistono diverse tabelle sulle quali basarsi per il calcolo dei CHO, in questo sito è presente.

CONTROLLO DEL GLUCOSIO
( Vedi autocontrollo )

CONTROLLO METABOLICO
Per controllo metabolico si intende quando la glicemia viene mantenuta tra 80 mg/dL e 140 mg/dL durante tutto l'arco della giornata.
E’ altresì importante dire che la persona db può avere un controllo metabolico diverso a seconda del tipo di diabete, delle prescrizioni mediche, del tipo di insulina, del tipo di alimentazione e dell’attività  fisica.

CORDE VOCALI
(vedi GOLA )

CORPI CHETONICI ( O CHETONI )
I chetoni si accumulano prima nel sangue e poi vengono eliminati con le urine.
In mancanza di insulina o quando essa sia insufficiente a bruciare il glucosio presente nel nostro sangue, il nostro organismo si mette a bruciare i grassi per poter avere l’energia necessaria richiesta.
Pertanto i corpi chetonici sono dei prodotti di scarto dalla demolizione degli acidi grassi.

CORPUSCOLI
I Corpuscoli sono organi sensitivi presenti nella pelle aventi una forma e un numero variabile. Essi non esplicano soltanto la funzione del senso tattile, ma sono pure in grado di distinguere diverse percezioni quali:
Tatto, corpuscoli di Meissner
Pressione e vibrazioni, corpuscoli lamellari del Pacini
Temperatura, terminazioni nervose libere
Dolore, terminazioni nervose libere

CONVULSIONI
Nella persona db, queste convulsioni sono legate ad una perdita di coscienza da ipoglicemia.
La convulsione è una contrazione involontaria di alcuni muscoli volontari.
Un soggetto affetto da un attacco di convulsioni può presentare la respirazione difficoltosa, rotazione degli occhi verso l'alto o lateralmente, la fuoriuscita di saliva dalla bocca e l'irrigidimento dei muscoli mandibolari, con il digrignamento dei denti.
Le convulsioni sono un sintomo comune dell'epilessia.
Nei bambini piccoli possono verificarsi come sintomo di febbre alta (convulsioni febbrili, che sono brevi e non particolarmente pericolose).
In caso di un attacco di convulsioni va sempre chiamato il medico, perché le complicanze possono essere disastrose.


CUORE

Il cuore è un organo posto nella cavità  toracica costituito pressoché esclusivamente da tessuto muscolare striato, supportato da una struttura fibrosa detta pericardio.
Il cuore è l'organo centrale dell'apparato circolatorio, funge da pompa capace di produrre una pressione sufficiente a permettere la circolazione del sangue.

CURA DEL PIEDE
A causa delle complicanze vascolari causate dal diabete si verificano gravi danni quali per citare un esempio piede di Charcot, o il non curare in modo adeguato duroni e calli o delle piccole ulcere.
Si consiglia sempre di farsi vedere dal proprio medico Diabetologo, che a seconda della gravità  del danno deciderà  la cura migliore.
Questi danni non sono da sottovalutare.
Il db deve prestare attenzione alla cura dei piedi, cercando di evitare la formazione di vesciche, lesioni, infezioni.
Deve lavarsi mattina e sera e si deve ispezionare, anche con l’ausilio di uno specchio, i propri piedi.
Non deve usare corpi taglienti appuntiti, deve limarsi le unghie e non arrotondarle, deve usare la pietra pomice e usare disinfettanti appropriati, no alcool, no mercurio e similari.
Non si deve lavare i piedi usando sale o Sali da bagno, ma un semplice sapone neutro, avere cura dopo il lavaggio, nell’asciugarsi bene anche tra le dita.
Non mettiamo i piedi in forno, o vicino a grosse fonti di calore.
E' consigliato l'uso di calze di lana o cotone, di scarpe comode con punte arrotondate , possibilmente di cuoio.

 

D______________________

DCCT
Sigla di Diabetes Control and Complications Trial.
Uno studio che ha dimostrato che un attento controllo della glicemia riduce le complicanze.

DEPRESSIONE
La depressione è una sindrome caratterizzata da un insieme di sintomi psichici e fisici persistenti nel tempo, consistente principalmente in una diminuzione da lieve a grave del tono dell'umore, talvolta associata ad ideazioni di tipo suicida od autolesionista. A questa sintomatologia principale possono accompagnarsi deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica. Può essere di tipo unipolare, quando l'umore si mantiene basso e sono presenti rallentamento psicomotorio ed alterazioni del ciclo sonno/veglia mentre la melanconia è prevalente nelle prime ore del mattino; di tipo maniaco-depressivo, altrimenti nota come sindrome bipolare, di tipo nevrotico o di tipo reattivo, detta anche "reazione depressiva", comune reazione umana a fattori di stress o shock emotivi.
Noi db per quanto riguarda la nostra problematica diabetica, non dobbiamo affliggerci nel considerarci sfortunati.
Al giorno d’oggi sono stati fatti passi da gigante nella ricerca e ulteriori passi stanno già  facendo.
E’ si una malattia in via di aumento nella popolazione mondiale, ma, appunto per questo, spinge ricercatori e case farmaceutiche alla continua evoluzione di prodotti e macchinari per la cura del db.
Non siamo diversi dai così detti normali, chissà , forse loro hanno patologie ben più brutte, basti pensare a forme tumorali, di problemi tiroidei, psicologici ecc.

DIABETE BRONZINO ( o EMOCROMATOSI )
Macro assorbimento da parte dell’organismo, del ferro dagli alimenti.
E’ una malattia metabolica rara dovuta all'accumulo di notevoli quantità  di ferro in diversi organi e tessuti quali: fegato, pancreas, cute, cuore ed alcune ghiandole endocrine.
Le manifestazioni cliniche dell'emocromatosi compaiono in genere tra i 40 ed i 60 anni di età , i maschi ne sono colpiti con un'incidenza dalle 5 alle 10 volte superiore alle donne.
La pelle, secca, lucente e sottile, assume un colorito scuro, bronzeo, il fegato aumenta di volume, si indurisce e spesso duole (talvolta si determina cirrosi emocromatosica). Spesso si riscontra un diabete mellito, per diffusa degenerazione del pancreas. Si possono avere insufficienza cardiocircolatoria, alterazioni endocrine riguardanti ipofisi, testicoli, ghiandole surrenali; artropatie, alterazioni nervose e renali.

DIABETE COMPENSATO ( o STABILE o CONTROLLATO )
Grazie ad una adeguata terapia, a controlli frequenti, ad ipoglicemizzanti, all’insulina, ad una corretta dieta prandiale ed alla attività  fisica, i valori di glucosio presenti nel nostro sangue rimangono costantemente nell’ambito di valori chiamati normali.

DIABETE GESTAZIONALE
Il diabete gestazionale è un diabete che insorge in gravidanza e termina, generalmente, con la fine di questa. Il diabete gestazionale compare alla fine del secondo trimestre, non da segni clinici apparenti ma deve essere tempestivamente trattato per evitare problemi sia per la madre che per il feto.
Il lattogeno placentare ne annulla in maniera più o meno marcata l'azione dell’insulina.
In donne predisposte questa interferenza è molto accentuata e determina l'insorgenza del diabete gestazionale. In tarda età  è possibile il presentarsi di un diabete di tipo 2.

DIABETE INSIPIDO
Il mancato controllo da parte dell'ADH compromette il riassorbimento tubulare distale e collettore, con poliuria (emissione di 5-25 litri di urina nelle 24h) e astenuria.
Per riflesso il paziente presenta una sete incoercibile (polidipsia). Nei bambini al di sotto dei 2 anni si può avere diarrea invece della poliuria.
La mancanza di nicturia esclude praticamente la diagnosi di diabete.

DIABETE INSTABILE ( o SCOMPENSATO )
I valori di glucosio presenti nel nostro sangue non rimangono costanti.
Da parte nostra, db, c’è un cattivo controllo della glicemia.

DIABETE MELLITO
Condizione patologica quando l'organismo non utilizza il glucosio nel modo giusto, creando un accumulo di glucosio nel sangue.
E’ quando l'organismo non riesce ad utilizzare efficacemente il glucosio a causa, o della ridotta funzionalità  o della totale mancanza dell'insulina prodotta dal pancreas.
Ci sono due tipi di diabete in questo caso, il primo chiamato di tipo 1 e l’altro di tipo 2.
Tipo 1 : nel quale la produzione dell’insulina, da parte del pancreas, è annullata da parte di una reazione immunitaria. Il db è insulino dipendente.
Tipo 2 : molto frequente, in questo tipo di diabete il pancreas produce ancora dell’insulina, ma, quest'insulina prodotta non è comunque sufficiente ed è poco efficiente per le necessità  dell'organismo. Questo db può riuscire a controllarsi anche attraverso ipoglicemizzanti.

DIABETE SECONDARIO
A seguito di altre malattie questo tipo di Diabete è contratto dal paziente anche come effetto per l'assunzione di farmaci.

DB
Questa sigla è l’abbreviazione di chi è diabetico. Spesso nelle chat o nei forum sostituisce la parola diabetico, ne impoverisce il significato. Psicologicamente al alcuni db disturba meno.
SIGLA DB = DIABETICO

DIALISI (da insufficienza renale)
L'emodialisi è una terapia fisica sostitutiva della funzionalità  renale somministrata a soggetti nei quali essa è ridotta o assente (insufficienza renale), condizione che rappresenta lo stadio terminale di molte malattie che colpiscono il rene.
Il procedimento rimpiazza le quattro funzionalità  di base del rene:
1. riequilibrio elettrolitico
2. rimozione delle sostanze tossiche
3. riequilibrio acido-base
4. rimozione dei liquidi
Le prime tre funzioni elencate vengono svolte essenzialmente tramite il principio fisico della dialisi, utilizzando il sangue (da cui emo) come veicolo per raggiungere tutti i tessuti in virtù dell'ampiezza del sistema vascolare. Difatti, contrariamente a quanto si possa essere portati a credere, il sangue di per sé non è l'unico organo vittima della disfunzione renale.
L'ultima funzione in elenco riguarda la necessità  di rimuovere la massa di liquidi assunti attraverso l'alimentazione e non espulsa attraverso la minzione, estremamente limitata o assente (anuria) nei soggetti nefropatici. Il metodo utilizzato è la ultrafiltrazione.

DIASTOLICA
La diastole è il periodo di rilassamento del muscolo cardiaco dopo la contrazione (sistole).
La pressione diastolica si riferisce infatti al valore pressorio del sangue arterioso più basso raggiunto durante il battito cardiaco (al contrario la pressione sistolica è il valore più alto).
Esempio una pressione sanguigna di 120/80, riferisce infatti rispettivamente ai valori di sistole (120) e diastole (80), in mm di mercurio (mm/Hg).

DISACCARIDI
Sono zuccheri dolci e solubili in acqua formati da due molecole unite tra loro dal legame glicosidico realizzato attraverso una condensazione (la reazione inversa si chiama idrolisi)i più comuni sono:
Maltosio: Glucosio + glucosio (è presente nell'orzo e in alcuni cereali germinati).
Saccarosio: Glucosio + fruttosio (il comune zucchero da tavola presente nella barbabietola e nella canna da zucchero).
Lattosio: Glucosio + galattosio (lo zucchero del latte).

DISITRATAZIONE
La disidratazione è uno stato patologico che si instaura quando il bilancio idrico, ovvero quantità  di acqua assunta meno l'acqua persa è negativo cioè l'acqua persa è maggiore.
Esistono due tipi di sintomi principali:
1. soggettivi, sono quelli che una persona sente a livello personale:
sete
fiacchezza, debolezza, astenia
vertigini
palpitazioni
ansia
2. oggettivi, sono quelli rilevabili sul corpo o strumentalmente:
pelle e mucose asciutte
ipotensione
concentrazione degli elettroliti
diminuzione del volume plasmatico

DISLIPIDEMIA
E’ un eccesso di lipidi nel sangue come trigliceridi, colesterolo, lipoproteine a bassa densità .. Questi lipidi si suddividono in 3 categorie (lipidi semplici, lipidi complessi o lipoidi, e lipidi derivati).

DOLCIFICANTI
Un dolcificante (o edulcorante) è una sostanza usata per addolcire alimenti o altri prodotti destinati ad entrare nel cavo orale (ad esempio un collutorio o farmaci altrimenti amari). Esistono in natura e vengono prodotti in laboratorio.
Il potere dolcificante, a parità  di quantità , può variare molto fra le diverse sostanze. Oltre a questa caratteristica, possono essere accomunati per capacità  conservative e lassative.
Sono sostanze di ridotto apporto calorico.
Dolcificanti artificiali sono : Dolcificanti naturali sono :
Acesulfame K Saccarosio (il comune zucchero da cucina)
Aspartame Fruttosio
Saccarina Glucosio
Sucralosio Sorbitolo
Maltitolo Xilitolo
Isomalto Glicina
Lattosio
Stevioside

DUODENO
Il duodeno è uno dei tre segmenti (insieme al digiuno e all'ileo) che suddividono l'intestino tenue. Rappresenta la prima porzione e, normalmente, è il tratto più corto, avendo una lunghezza che varia dai 24 ai 30 centimetri.
Il duodeno è un organo retro-peritoneale (eccetto i primi 2,5 cm, che sono intraperitoneali), essendo accollato alla parete posteriore della cavità  addominale, dietro il peritoneo parietale, ed è formato da tre porzioni: discendente, orizzontale e ascendente[1].
Origina dallo stomaco (subito dopo la regione pilorica), assumendo subito dopo la forma di una "C", con la cui concavità  abbraccia la testa del pancreas, continuando, poi, nel digiuno.
Il duodeno riceve la bile, portata dal dotto coledoco, e il succo pancreatico, che giunge dal condotto del pancreas.
Questi due prodotti di secrezione di fegato e pancreas, sfociano in duodeno tramite la papilla maggiore, la quale è munita di uno sfintere (anello di muscolatura liscia) detto sfintere coledocico di Oddi.

 

E______________________

EFFETTO SOMOGYI
E’ quel bruttissimo sbalzo, molto brusco, nel quale il livello di glucosio (glicemie) passa da iperglicemie ad ipoglicemie. Può succedere anche di notte mentre si sta dormendo.

ELETTROMIOGRAFIA
L’EMG è una metodica diagnostica che fa parte del settore della Neurofisiologia Clinica. Comprende l’analisi mediante ago-elettrodo dell’attività  muscolare a riposo e durante attivazione volontaria (EMG propriamente detta) e lo studio della conduzione nervosa, motoria e sensitiva (Elettroneurografia).

ELETTROCARDIOGRAMMA
L'elettrocardiogramma (ECG) è la registrazione dell'attività  elettrica del cuore che si verifica nel ciclo cardiaco.

EMOCROMATOSI
( vedi anche DIABETE BRONZINO )

EMOGLOBINA GLICOSILATA (HbA1c)
L’emoglobina è una proteina del sangue.
La sua attività  primaria è quella di legare le molecole di glucosio(si associa), ed anche quelle dell’ossigeno.
Questa percentuale di emoglobina glicata o glicosilata è atta a costituire una prova della quantità  che è stata presente nel sangue nei due mesi precedenti l’esame, permettendo così il valutare l’efficacia dell’autocontrollo glicemico.

EMULSIONANTI
Sono un gruppo di sostanze che hanno la capacità  di stabilizzare le emulsioni. Gli emulsionanti si dividono in anionici, cationici, anfoteri e non ionogeni.
Anche la bile ha un effetto emulsionante sui grassi. Ne modifica la superficie in modo da renderli più facilmente attaccabili dagli enzimi preposti alla digestione dei lipidi.

ENDOCRINO (o SISTEMA ENDOCRINO)
Il sistema endocrino o sistema ormonale è rappresentato da un insieme di ghiandole e cellule (dette ghiandole endocrine e cellule endocrine) le quali secernono delle sostanze proteiche o lipidiche chiamate ormoni. Il sistema endocrino gestisce il funzionamento dell'organismo umano in collaborazione con il sistema nervoso.
Le principali ghiandole endocrine sono l'ipofisi, la tiroide, le paratiroidi, le ghiandole surrenali, il pancreas, le ovaie e i testicoli.

ENDOCRINOLOGO
Medico specializzato nello studio del sistema endocrino.
Un endocrinologo è un medico specialista che tratta pazienti affetti da malattie delle ghiandole endocrine. L'endocrinologo riconosce i disordini ormonali e ripristina il normale bilancio ormonale. In più l'endocrinologo conduce ricerche sugli
aspetti clinici e molecolari delle malattie endocrine. Provvede anche allo studio ed al trattamento del diabete, delle malattie della tiroide, dell'obesità , della menopausa, dell'osteoporosi, dei disordini del colesterolo, dell'infertilità  e del controllo delle nascite, della crescita e dello sviluppo e dei tumori delle ghiandole endocrine.

ENZIMA
Una delle caratteristiche più importanti degli enzimi è la possibilità  di lavorare in successione, creando un pathway metabolico. Nei pathways, ogni enzima utilizza il prodotto della reazione precedente come substrato. È la presenza degli enzimi a determinare i passaggi del pathway: senza enzimi, il metabolismo non passerebbe attraverso gli stessi passaggi e non sarebbe in grado di generare prodotti ad una velocità  sufficiente per le esigenze della cellula. Ad esempio, un pathway come la glicolisi non potrebbe esistere in assenza degli enzimi che la compongono. Il glucosio, ad esempio, è in grado di reagire direttamente con l'adenosintrifosfato (ATP) per essere fosforilato su uno o più carboni, ma in assenza di enzimi questo avverrebbe a velocità  tanto ridotte da essere insignificante. La rete del metabolismo cellulare dipende dunque dal set di enzimi funzionali presenti.
Enzimi come le amilasi e le proteasi sono in grado di ridurre le macromolecole (nella fattispecie amido e proteine) in unità  semplici (maltosio e amminoacidi).
Essi sono anche fondamentali per la traduzione del segnale e la regolazione dei processi cellulari.
Gli enzimi sono anche in grado di generare movimento, come avviene ad esempio con la miosina, che idrolizza l'ATP generando la contrazione muscolare o con il trasporto di molecole nei vari dipartimenti cellulari attraverso il citoscheletro.
I virus contengono numerosi enzimi che permettono loro di infettare le cellule.


EPATOCITI
Gli epatociti sono le cellule del fegato dove avvengono processi metabolici come produzione di urea e bile e la sintesi di glucosio.
L'epatocita è una cellula epiteliale poliedrica a diverse facce. La sua caratteristica è che presenta al suo interno un abbondante citoplasma ricco di organuli (reticolo endoplasmatico rugoso, reticolo endoplasmatico liscio, mitocondri, accumuli di glicogeno) per far fronte a tutte le attività  del fegato.
La superficie esterna dell'epatocita presenta una duplice caratteristica: le facce che sono a contatto con i sinusoidi (poli vascolari dell'epatocita) presentano numerosi brevi microvilli i quali hanno il compito assorbire materiale da elaborare ed espellere materiale elaborato, mentre le facce che sono a contatto con gli altri epatociti (poli biliari) presentano invece ciascuno una profonda doccia che dà  origine a un capillare biliare, che costituisce l'origine a fondo cieco delle vie biliari.

EPIGLOTTIDE
(vedi GOLA )

ESOFAGO
(vedi GOLA )

ETICHETTA NUTRIZIONALE
L'etichetta nutrizionale è una dichiarazione riportata sull'etichetta di un prodotto alimentare relativa al suo valore energetico e al suo contenuto in proteine, grassi, carboidrati, fibre alimentari, sodio, vitamine e sali minerali.
-A livello europeo l'etichettatura nutrizionale è facoltativa, a meno che un'indicazione nutrizionale compaia sulla confezione o nella pubblicità  del prodotto alimentare: se ad esempio un alimento è pubblicizzato come "con pochi grassi", la tabella nutrizionale deve essere presente in etichetta.
-In generale le etichette nutrizionali sono di due tipologie, che riportano:
valore energetico e quantità  di proteine, grassi, e carboidrati
valore energetico e quantità  di proteine, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, fibre alimentari, sodio.
-Il secondo tipo è obbligatorio quando viene fornita in etichetta un'informazione nutrizionale relativa a acidi grassi saturi, zuccheri, fibre alimentari o sodio.

F______________________

FARINGE
(vedi GOLA )

FATTORE DI RISCHIO
Per fattore di rischio intendiamo tutte quelle disfunzioni o patologie causate da un non buon controllo glicemico, o da condizioni o da comportamenti o da casi genetici ereditari o patologici.

FENILANINA
Si tratta di un amminoacido aromatico (perché contiene il radicale benzenico) contenuto nella maggior parte delle proteine animali e vegetali.
È un amminoacido essenziale, la cui importanza biologica è legata alla sintesi delle proteine e alla biosintesi di ormoni tiroidei. Nell’organismo viene trasformata in tirosina a opera di un sistema enzimatico ossidativi localizzato nel fegato.
Ha funzioni simili alla tirosina.
Può aumentare la produzione di dopamina , norepinefrina e colecisotchina , riducendo il senso di appetito.
La feinilalanina e la tirosina aumentano i livelli di dopamina e norepinefrina , due neurotrasmettitori che diminuiscono il senso di fame. Infatti il cervello la usa per formare un elemento necessario alla comunicazione di alcune cellule nervose coinvolte nella regolazione dell'appetito La fenilalanina aumenta i livelli di colecistochina, che dà  senso di sazietà . Inoltre produce e mantiene un umore positivo, lucidità  ed ambizione, migliora l’apprendimento e la memoria, produce neurotrasmettitori che controllano la trasmissione di impulsi tra le cellule nervose (neuroni) ,viene usata nel trattamento di alcuni tipi di depressione.
E' di grande importanza per la produzione di melanina e quindi per la pigmentazione del capello. Si trova in rilevante quantità  nella farina e nel glutine, ma anche nella carne e nel latte.
Attenti ai quei prodotti che indicano le presenza di questo amminoacido, ci sono persone soggette a forti scompensi dovuto all’assunzione di questa sostanza.
Anche a livello sportivo, stiamo attenti.

FEGATO
Il fegato è una voluminosa ghiandola localizzata nell'ipocondrio destro. È l'organo più voluminoso del corpo umano. Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo e svolge una serie di processi tra cui l'immagazzinamento del glicogeno, la sintesi delle proteine del plasma e la purificazione del sangue. Inoltre produce la bile, importante nei processi della digestione.
Le funzioni del fegato sono espletate dalle cellule del fegato, gli epatociti.
Il fegato produce e secerne la bile, usata per sciogliere i grassi. Parte della bile viene riversata direttamente nel duodeno, parte viene accumulata nella cistifellea.
Il fegato svolge numerose funzioni nel metabolismo dei carboidrati:
la gluconeogenesi, ovvero la sintesi del glucosio a partire da alcuni amminoacidi, dall'acido lattico o dal glicerolo;
la glicogenolisi, ovvero la formazione del glucosio dal glicogeno (avviene anche all'interno dei muscoli);
la glicogenesi, ovvero la sintesi del glicogeno a partire dal glucosio;
la demolizione dell'insulina e di altri ormoni;
il metabolismo delle proteine.
Il fegato inoltre interviene nel metabolismo dei lipidi:
vi avviene la sintesi del colesterolo; vi avviene la sintesi dei trigliceridi.
Il fegato produce i fattori di coagulazione I (fibrinogeno), II (trombina), V, VI, IX, X e XI, nonché la proteina C, la proteina S e l'antitrombina.
Il fegato demolisce l'emoglobina, creando metaboliti che vengono aggiunti alla bile come pigmenti.
Il fegato demolisce numerose sostanze tossiche e numerosi farmaci nel processo noto come metabolismo dei farmaci. Il processo può portare ad intossicazione, quando il metabolita è più tossico del suo precursore.
Il fegato converte l'ammoniaca in urea.
Il fegato funge da deposito per numerose sostanze, tra cui il glucosio (come glicogeno), la vitamina B12, il ferro e il rame.
Nel feto fino al terzo mese, il fegato è la sede principale della produzione di globuli rossi; viene rimpiazzato in questo compito dal midollo osseo alla 32ma settimana di gestazione.
Il sistema reticoloendoteliale del fegato contiene numerose cellule specializzate del sistema immunitario che agiscono da "filtro" nei confronti degli antigeni trasportati dal sistema della vena porta.
Attualmente non esiste un organo artificiale capace di emulare tutte le funzioni del fegato. Alcune di esse sono emulate dalla dialisi epatica, trattamento sperimentale per casi di grave insufficienza epatica.
Molte malattie del fegato sono accompagnate dell'itterizia causata dall'incremento dei livelli di bilirubina nell'organismo. La bilirubina è il risultato della decomposizione dell'emoglobina dei globuli rossi morti; normalmente viene rimossa dal fegato e escreta attraverso la bile.
L'epatite, infiammazione del fegato, viene causata da vari virus, ma anche da alcune sostanze tossiche, da malattie autoimmuni e da condizioni ereditarie;
La cirrosi epatica è la formazione di tessuto fibroso all'interno del fegato in sostituzione degli epatociti morti. La morte delle cellule epatiche può essere causata da epatite virale, alcolismo o intossicazione da altre sostanze tossiche;
L'emocromatosi è un disturbo ereditario che causa l'accumulazione di ferro nel corpo, portando nel lungo periodo ad un danno per il fegato;
Il cancro del fegato; primario come carcinoma epatocellulare o colangiocarcinoma oppure come metastasi di cancro in altre zone dell'apparato digerente;
La malattia di Wilson è un disturbo ereditario che causa l'accumulazione di rame nel corpo;
La colangite sclerotizzante primaria, una malattia autoimmune infiammatoria a carico del dotto biliare;
La cirrosi biliare primaria, malattia autoimmune dei dotti biliari minori;
La sindrome di Budd-Chiari, ovvero l'ostruzione della vena epatica
La sindrome di Gilbert, una malattia genetica del metabolismo della bilirubina.
Numerose sono anche le malattie del fegato in età  pediatrica.
Le corrette funzionalità  del fegato possono essere verificate attraverso numerosi test clinici dedicati, che misurano la presenza o l'assenza di enzimi tipici, metaboliti o sostanze legati ad una regolare attività  del fegato.

FLAVONOIDI
Sono degli antiossidanti naturali che si trovano in piante e frutta colorata.
Esistono degli integratori alimentari con questo tipo di antiossidante.

FIBRE ALIMENTARI
La fibra alimentare (o fibra dietetica) è l'insieme di quei carboidrati complessi (polisaccaridi, cellulosa, emicellulosa, lignine, silicati, inulina, oligosaccaridi) e di altre sostanze non immediatamente digeribili dall'uomo e perciò non assimilate dal nostro organismo. Per semplicità , si chiamano spesso "fibra" anche sostanze non fibrose di ballasto alimentare (ad esempio pectina).
Vi sono fibre solubili (ad esempio quelle di soia, avena, pectine, gomme, glucomannano) e insolubili (di grano e riso).
Principali fibre solubili :
1) glucomannano
2) inulina
3) oligofruttosio
4) frutto-oligosaccaridi (FOS)
5) gluco - oligosaccaridi (GOS)
Nonostante siano costituite da catene di zuccheri semplici, le fibre non possono essere digerite dall'uomo perché gli enzimi digestivi contenuti nello stomaco (a - glicosidasi, maltasi-isomaltasi, saccarasi) non riescono a scindere i legami che uniscono le molecole di glucosio (legame beta-glucosidico).
La caratteristica di queste fibre è che fermentano nell'intestino grazie all'azione dei bifidobatteri, facilitano la formazione di gas (provocando flatulenza) e la diminuzione del pH (con formazione di acido lattico e acido acetico), aiutando a proteggere la flora intestinale dall'attacco di batteri patogeni.
Poiché le fibre solubili hanno la caratteristica di assorbire l'acqua. In questo modo riducono l'indice glicemico degli alimenti, danno un lieve senso di sazietà  e fanno aumentare la massa delle feci facilitando lo svuotamento dell'intestino.

FOTOCOAGULAZIONE
Nella retinopatia dei diabetici, questo tipo di intervento, eseguito anche ambulatorialmente, attraverso l'utilizzazione di laser che determina la chiusura dei vasi capillari o l'eliminazione di neovascolarizzazione tramite la coagulazione ( piccole bruciature ).

FONDO OCULARE ( o FUNDUS OCULIS )
ESAME diagnostico effettuato mediante oftalmoscopia, attraverso il quale è possibile valutare la retina per quanto riguarda la sua colorazione generale, la sua vascolarizzazione, il disegno delle fibre nervose e la fovea centrale. In condizioni di normalità  il colorito del fondo è rosso brillante, per il contenuto ematico dei vasi della coroide sottostante. I vasi sono distinguibili per il calibro (rapporto arteria-vena 2:3), il colore (le arterie sono rosso chiaro, contro il rosso scuro delle vene), la presenza o meno di pulsazioni, le strie riflesse, che sono larghe per le arterie e sottili per le vene; inoltre, solitamente, negli incroci arterovenosi, l’arteria è soprastante alla vena e tende a restringerla perché ha la parete più rigida. L’alterazione delle arterie è tipica di alcune malattie sistemiche (diabete, arteriosclerosi, ipertensione arteriosa, nefropatie, leucemie ecc.), con possibili emorragie, arresto della corrente sanguigna, aumento di spessore della parete, strozzamento degli incroci arterovenosi. L’esame del fondo dell’occhio deve essere eseguito con una certa periodicità  nei soggetti che soffrono di tali malattie sistemiche.

FRUTTOSAMINA
La Fruttosamina la cui concentrazione nel sangue indica il valore medio della glicemia è una proteina glicosilata che consente il controllo dei livelli di glicemia in un periodo antecedente di tempo di circa 2/3 settimane, più breve rispetto alla emoglobina glicosilata.

FRUTTOSIO
Il fruttosio (o levulosio) è un monosaccaride chetonico che si trova nella maggior parte dei frutti zuccherini e nel miele.
È un carboidrato importante poiché combinato con il glucosio forma il disaccaride saccarosio, lo zucchero più diffuso nell'ambito alimentare. Il fruttosio è il più dolce tra tutti gli zuccheri e viene convertito facilmente in glucosio sia nel fegato che nell'intestino.
Il D(-)Fruttosio viene chiamato anche levulosio, in quanto è un composto levogiro, e nella notazione IUPAC prende il nome di D-fruttofuranosio, con riferimento alla molecola eterociclica del furano.

FUNDUS
Il fundus risiede nella parte più interna del nostro occhio, esso include la retina.

FUNDOSCOPIA
E’ l’esame che viene svolto per stabilire lo stati dei vasi sanguigni che alimentano la nostra retina.

G______________________

GLICEMIA
E’ la quantità  o concentrazione di glucosio contenuto nel nostro sangue.
Per il db il controllo glicemico è quell’atto dovuto a se stesso, per mantenere una corretta gestione dei propri valori glicemici. Più sono stabili e meglio è.
Vengono considerati normali valori a digiuno compresi tra 70/80 mg/dl e 110/120 mg/dl, valori superiori a digiuno potrebbe essere sintomo di diabete.

GLICINA
La glicina è un amminoacido non polare. È il più semplice dei 20 amminoacidi ordinari.

GLICOGENESI ( leggere anche il fegato )
E’ il processo di formazione del glucosio all’interno dell’organismo in glicogeno.

GLICOG ENO ( leggere anche il fegato )
Il glicogeno è un polimero (omopolimero) del glucosio che costituisce una riserva energetica, nei Vertebrati è conservato prevalentemente nel fegato. E’ costituito da zuccheri ed è presente nei muscoli e nel fegato, il quale fegato, decide il rilascio del glucosio richiesto dal nostro organismo, esso è una riserva immediatamente disponibile.

GLICOSURIA ( o MELLITURIA )
In un non db questa presenza di zucchero nelle urine non dovrebbe esserci.
E’ comunque un segnale di uno scompenso in atto.
Parliamo quindi di soglia renale, ossia di un valore superiore a 180 mg/dl, diciamo che sia quel valore dal quale il glucosio trabocca dal sangue e si riversa nelle urine.
La glicosuria (o mellituria, di medesimo significato) è la presenza nelle urine di zuccheri: glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e i pentosi.
In caso di iperglicemia, cioè di livelli sierici di glucosio aumentati (come nel diabete mellito), la capacità  di riassorbimento del tubulo può risultare insufficiente, e si avrà  glicosuria.

GLUCAGONE
Il glucagone è un' ormone peptidico secreto dal pancreas, esattamente dalle cellule a che costituiscono le Isole di Langerhans, che ha come bersaglio alcune cellule del fegato.
Esso permette il controllo dei livelli di glucosio nel sangue, affinché rimangano entro certi limiti: se il livello ematico di glucosio scende sotto una soglia di circa 80mg/100ml, le cellule a cominciano a secernere glucagone. Questo si lega immediatamente ai suoi recettori presenti principalmente sugli epatociti, attivando la degradazione del glicogeno ed un conseguente rilascio di glucosio nel sangue.
Quando i livelli di glucosio scendono al di sotto di un valore minimo, il glucagone dà  un segnale al fegato che dà  inizio alla gluconeogenesi, ovvero alla sintesi di glucosio.
Al contrario, quando i livelli di glucosio sono elevati la concentrazione di glucagone diminuisce e quindi viene attivata la glicolisi, ovvero il processo catabolico del glucosio.
La sua azione è antagonista rispetto a quella dell'insulina.
Deve essere preso (iniettato) in caso di una grave ipoglicemia.

GLUCOMETRO ( o lettore della glicemia o reflettometro )
E’ un importante strumento che, assieme ad una goccia di sangue capillare, posta su di una striscia reattiva, consente di misurare il livello di glucosio nel sangue.
Ve ne sono di diverse marche, ed ogni marca ha diversi modelli e si possono trovare sia nei centri diabetologici che in associazioni di competenza diabetologica.
Ci sono molti altri tipi di “misuratori” che non citeremo qui per la lunghezza delle informazioni.
Va tenuto sempre con se, è parte integrante della terapia dato che dallo strumento, noi db, possiamo controllare il nostro stato.

GLUCOSIO ( leggere anche il fegato )
Il glucosio è la fonte energetica delle migliaia di miliardi di cellule del corpo. Per penetrare nelle cellule, però, ha bisogno di una “chiave”: l’insulina, un ormone secreto dal pancreas.
L'organismo può ricavare glucosio dalle proteine, dai grassi e dai carboidrati, sono questi ultimi però a fornire l'entrata più consistente.
I grassi rilasciano più lentamente il loro apporto in glucosio, l’organismo prima li deve trasformare.

GHIANDOLA SURRENALE
Il surrene o ghiandola surrenale è una ghiandola endocrina di forma triangolare posizionata nei pressi della sommità  del rene, come indica il nome. Tale organo è responsabile principalmente della regolazione della risposta allo stress mediante la sintesi di corticosteroidi e catecolamine, tra cui il cortisolo e l'adrenalina.
Dal punto di vista anatomico, il surrene è un organo pari situato nell'addome, in posizione antero -superiore rispetto ai reni. Nell'uomo è posizionato a livello dell'ultima vertebra toracica (T12) ed è irrorato dalle arterie surrenali.

GOLA
La gola è, in anatomia, quel generico tratto di condotto interno alla parte anteriore del collo formato dalla faringe, dalla laringe e dalle parti superiore della trachea e dell'esofago; attraverso questi canali organici passano sia l'aria che respiriamo, sia i cibi che ingeriamo. Altre strutture presenti nella gola sono le corde vocali, il pomo d'Adamo, l'epiglottide e le adenoidi.
Anatomia delle strutture principali
La faringe è un condotto che, partendo dal fondo del cavo orale e da quello nasale, attraversa il collo trasportando sia l'aria che il cibo e giunge a dividersi in laringe ed esofago; essa risulta essere lunga tra i 14 ed i 15 cm, e si estende tra il basamento del cranio e la sesta vertebra del collo. La faringe si può distinguere in tre diverse parti:
1) La rinofaringe, che è la parte più alta di essa e si collega alla cavità  nasale; in essa sono presenti anche le adenoidi.
2) L'orofaringe, che com'è comprensibile parte dal fondo della bocca e si unisce alla rinofaringe tramite la sua parte superiore.
3) L'ipofaringe, la parte più bassa della faringe, quella da cui si dipartono la laringe e l'esofago e che ospita l'epiglottide.
La laringe, come già  detto, ha principio dall'ipofaringe, ed è da essa separata tramite l'epiglottide. Poiché essa si collega con la trachea che a sua volta comunica con i polmoni, al suo interno può passare solo aria. Le corde vocali, deputate alla modulazione dei suoni, sono strutture che comunicano con la laringe, così come il cosiddetto "pomo d'Adamo" che la rinforza esternamente.
La trachea, la cui sola parte superiore appartiene alla gola, serve anch'essa a trasportare l'aria. Consiste in un semplice collegamento tubolare tra la laringe ed i bronchi, ma ha una sua propria funzione: dotata di piccoli peli interni, impedisce che corpi estranei di tutti i generi possano giungere nei polmoni.
Più internamente rispetto alla laringe si trova l'esofago, un condotto muscolare che si occupa di trasportare il cibo dall'orofairinge allo stomaco. La sua funzione è quella di impastare il cibo tramite i movimenti peristaltici e di portarlo alla giusta temperatura per essere digerito. Totalmente lungo circa 30 cm, solo il suo tratto superiore si può dire parte della gola.
Anatomia scheletrica, muscolare e circolatoria
La gola, essendo nient'altro che una serie di condotti molli, non presenta un suo vero e proprio scheletro; essa è però sorretta dallo scheletro del collo, che si trova immediatamente dietro di essa. Esso è formato da sette vertebre cervicali, tra le quali le più degne di nota sono l'atlante e l'epistrofeo, le prime due, diverse da tutte le altre ed adibite al movimento della testa.
Per quanto riguarda i muscoli, i più importanti sono lo splenio e lo sternocleidomastoideo, entrambi tesi tra le ossa della testa e lo sterno, che ricoprono la gola nella sua parte anteriore; non di secondaria importanza è la lingua, un muscolo che si trova all'interno della cavità  orale e che ha un ruolo essenziale nella deglutizione e quindi nel passaggio dei cibi per la gola.
Attraverso il collo, e quindi a diretto contatto con la gola, passano anche importanti vasi sanguigni, quali l'arteria carotide, che porta il sangue ossigenato al cervello, e la vena giugulare, che trasporta invece verso la vena cava superiore il sangue povero di ossigeno. È facile capire che questi due vasi sono essenziali alla vita dell'organismo, poiché ne nutrono il cervello: questo è il motivo fondamentale per cui la gola è una delle parti più vulnerabili degli animali, uomo compreso.
Anatomia delle strutture secondarie
Le strutture secondarie presenti nella gola, come detto più sopra, sono le corde vocali, il pomo d'Adamo, l'epiglottide e le adenoidi.
Le corde vocali, formate da sottili membrane in vibrazione, sono situate nella laringe, e servono a produrre suoni; sono una prerogativa dell'uomo, e insieme alla lingua, ai denti e al palato formano l'apparato vocale o fonatorio. Durante la pubertà  e l'adolescenza, le corde vocali delle donne tendono ad estendersi, mentre quelle dei maschi a rilasciarsi: questa è la motivazione del cambiamento del timbro di voce, che è uguale nei bambini di entrambi i sessi ma diviene rispettivamente acuto nelle donne e grave negli uomini con l'aumentare dell'età .
Il pomo d'Adamo, posseduto solo da alcuni individui maschi della specie umana, consiste in una sporgenza delle cartilagini tiroidee della laringe. Esso deriva il suo nome da una leggenda cristiana popolare, e la sua funzione non è che di protezione nei confronti della laringe.
Le adenoidi fanno parte del sistema linfatico, e servono a proteggere le vie aeree dalle infiltrazioni batteriche; come già  detto in precedenza, esse si trovano nella rinofaringe, la parte più alta della gola.
L'epiglottide è, infine, una piccola membrana cartilaginea che si trova all'incrocio tra la faringe, l'esofago e la laringe; il suo ruolo è di proteggere quest'ultima, durante la deglutizione, dall'ingresso del cibo, richiudendosi sotto la spinta della lingua.
Le infiammazioni possono invece colpire sia la faringe che la laringe, e possono essere di natura sia virale che batterica; non meno gravi sono la laringite e la faringite, e la prima può essere anche in grado di procurare stati di afonia. Ma la più grave delle malattie è certamente il cancro, che può colpire facilmente le laringi soprattutto dei grandi fumatori e bevitori.

GOZZO ENDEMICO
Il gozzo è un allargamento del collo che può svilupparsi subito sotto alla laringe come conseguenza di un malfunzionamento della tiroide.
La causa più comune del gozzo è la mancanza di iodio. Questo elemento è infatti necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotiroxina; bassi livelli di questo ormone spingono l'ipofisi a rilasciare un particolare ormone, il TSH (thyroid stimulating hormone). Questo ormone, che in condizioni normali stimola la produzione di tiroxina e triiodotiroxina, causa in assenza di iodio la crescita smodata della ghiandola tiroidea come meccanismo di compensazione.
Altri tipi di gozzo possono essere causati da altre patologie dell'organismo; fra queste la più comune è l'ipertiroidismo, causato dall'eccessiva produzione di tiroxina e correlato alla tipologia di gozzo nota come gozzo multinodulare, vari tipi di infiammazione della tiroide e neoplasie.
Nelle forme più lievi, il gozzo può non necessitare di trattamenti specifici o di cure. Per quanto riguarda il gozzo endemico, inoltre, spesso la semplice somministrazione di iodio attraverso la dieta può essere sufficiente per ridurre questa malformazione. Tuttavia, nei casi in cui la presenza di un gozzo eccessivamente sviluppato induce problemi di respirazione o difficoltà  nell'inghiottire, può rendersi necessaria la rimozione chirurgica. Tale intervento spesso comporta la rimozione dell'intera tiroide, permettendo di prevenire la successiva ricomparsa del gozzo. A seguito di tale intervento, tuttavia, si rende necessaria l'assunzione periodica di ormoni tiroidei, non più prodotti dalla ghiandola.

GRASSI ( leggi anche lipidi )
Si dividono principalmente in saturi ed insaturi.
I grassi saturi si presentano a temperature ambiente sotto forma solida. (lardo, burro, strutto).
I grassi insaturi, che si dividono in monoinsaturi e polinsaturi, a temperature ambente si presentano sotto forma liquida, provengono da piante, e sono gli oli, uno tra tutti l’olio di oliva.
I grassi saturi fanno aumentare la presenza di colesterolo.
I grassi insaturi fanno diminuire la presenza di questo colesterolo. ( HDL buono – LDL cattivo ).
Attenti alle margarine che sono idrogenate.
Chimicamente sono composti da: acidi grassi e glicerina.
I grassi (o lipidi) forniscono nove (9) calorie per grammo ingerito, devono essere presenti nella dieta per circa il 20% max 30 % delle calorie assunte.
-acidi grassi saturi, hanno un legame molecolare più solido e di difficile scissione nel processo digestivo (sono contenuti principalmente nel burro, nel grasso di maiale, nella margarina, nell’olio di semi di arachide);
-acidi grassi insaturi, hanno un legame chimico più debole e quindi sono più facili da digerire (sono contenuti principalmente nell’olio di oliva, di mais, di soia e nell’olio di fegato di merluzzo).
I più importanti acidi grassi insaturi sono: l’acido oleico, l’acido linoleico, l’acido linolenico.

GSH
Il GSH è un coenzima che partecipa, con molti enzimi, tra cui il glutathione peroxidase, glutathione S-transferase e il thiol transferase. GSH partecipa anche al metabolismo dei farmaci, al metabolismo del calcio, al ciclo della gamma-glutamyl, blood platelet e alle funzioni di membrana, la quale funzione e la detossificazione dei perossidi all'interno della cellula.

H______________________

HbA1c ( vedi EMOGLOBINA GLICOSILATA )

 

I______________________

IDDM
Sigla di Insulin Dependent Diabetes Mellitus, detto anche diabete di tipo 1. Fino a qualche anno fa era definito anche diabete giovanile; erroneamente, visto che lo si può riscontrare anche nell'età  adulta di persone anche 45enni.

IDROGENATO
L’idrogenazione è un processo chimico non naturale che, utilizzando composti chimici, permette la trasformazione di oli liquidi in grassi solidi. Oltre al cambiamento dello stato fisico del grasso, il processo determina anche una modifica parziale della struttura chimica, portando alla formazione di composti non naturali (acidi grassi trans), la cui presenza è stata associata all’aumento di malattie coronariche causate dall'aumento di colesterolo "cattivo" (LDL).

ILEO
Parola che assume significati diversi in anatomia e chirurgia ma che serve anche ad indicare una malattia.
Ileo - Parte terminale dell'intestino tenue.
Ileo - osso iliaco.
Ileo - Ostruzione del canale intestinale

IMMUNOLOGICO
Relativo alla capacita di un organismo di difendersi da sostanze estranee.

IMMUNOSPRESSIVI
Gli immunosopressivi sono delle sostanze che vengono usate allorché un paziente abbia fatto qualche tipo di trapianto, esempio di reni o di pancreas. Vengono utilizzati per combattere il rigetto dell’organo.
Essendo più deboli è consigliabile anche il vaccino antinfluenzale.
Il numero di pastiglie da prendere è considerevole, spesso oltrepassa le 10 quantità .
Avere un numero maggiore di immunosoppressori sul mercato ha reso possibile trovare il regime immunosoppressivo più appropriato per i singoli pazienti.

IMPOTENZA
Non crediamo cha la nostra impotenza sia causata solo dal diabete, se il diabete non ha danneggiato nervi o vasi sanguigni, allora potremo parlare anche di calo psicologico del desiderio.
Confrontiamoci anche sulla nostra età , non chiediamo al nostro fisico ciò che non sia possibile.
Ci sono poi, al giorno d’oggi, farmaci di ultima generazione contro il problema dell’impotenza.
Non dimentichiamoci di eseguire ogni giorno particolari esercizi ginnici che conservino il tono.

INDICE DI MASSSA CORPOREA
E’ per valutare la propria massa corporea. Si ottiene tramite una formuletta.
Proprio peso : altezza x altezza. Esempio 100kg: (2.00 x 2.00 ) = 25 = indice di massa corporea
I valori compresi tra 21 e 25 sono da considerarsi normali.
I valori compresi tra 25 e 29 sono da considerarsi in sovrappeso.
I valori compresi tra 30 ed oltre sono da considerarsi obesi.

INSENSIBILITA' ALL'INSULINA
Quando questo Fatto si verifica, la persona db ha la necessità  di iniettarsi dosi o boli insulinici, più alti. Sta solo al medico indicare la terapia migliore.

INSULINA
L' insulina è un ormone proteico prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans all'interno del pancreas.
Ci sono diversi tipi di insulina, (umana, di maiali, di altri animali, prodotta con Dna ricombinante, ecc.), per potenza, misurata in unità , e per velocità  d'azione (ultralenta, lenta, intermedia e pronta, miscelate, rapide ultra rapide, ecc).
Poche somministrazioni giornaliere di insulina, consentono di mantenere un profilo insulinemico che si avvicina a quello che l'organismo svilupperebbe in condizioni di normale funzionalità  pancreatica.
L'insulina è detta esogena se somministrata tramite iniezione, endogena se prodotta dall'organismo.
Solo una risposta del proprio diabetologo può stabilire il tipo di terapia insulinica da usare e quale tipo di insulina usare.
Vi sono altresì diversi modi per potersi iniettare l’insulina, più o meno facili, dalle siringhe alle penne e con appositi strumenti chiamati microinfusori.


INSULINO-RESISTENZA
( Vedi INSENSIBILITA' ALL' INSULINA)

INSULINE MISTE
Combinazione di due tipi di insuline nella stessa iniezione .
Tipicamente una mista unisce una insulina pronta e una intermedia.
Non si deve inquinare l’insulina rapida con la intermedia quando mescoliamo i due tipi.
In commercio, ve ne sono già  di miscelate a seconda dell’esigenza della terapia.

INSULINE PURIFICATE
Le attuali insuline sono tutte p u r i f i c a t e , contrariamente a quanto accadeva in passato.

INTESTINO
L'intestino è l'ultima parte dell'apparato digerente. Si presenta come un tubo di diametro variabile con pareti flessibili, ripiegato più volte su se stesso.
Le varie parti in cui è diviso l'intestino: È distinto i due parti principali, intestino tenue e intestino crasso.
L'intestino tenue è il più lungo tratto del canale alimentare ed è costituito da tre parti: duodeno, digiuno e ileo.
Il duodeno è il primo tratto dell'intestino tenue; lungo circa 30 cm "12 pollici" presenta un calibro notevole (4 cm circa). Al suo interno trovano sbocco il dotto coledoco e i dotti pancreatici, piccoli canali destinati a convogliare al duodeno succhi digestivi di varia natura provenienti dal pancreas esocrino e dal fegato (bile). Il duodeno si continua direttamente con i tratti successivi dell'intestino tenue, in corrispondenza di una piega (flessura) del tubo stesso, nota come flessura duodenodigiunale.
Gli altri due tratti dell'intestino tenue (digiuno e ileo) entrano a far parte della matassa intestinale vera e propria (tenue mesenteriale). Straordinariamente esteso, il tenue mesenteriale è altamente circonvoluto e ripiegato su sé stesso. Come si potrebbe pensare a prima vista, il tenue mesenteriale non è totalmente libero di muoversi; è presente infatti uno sdoppiamento del peritoneo parietale che accoglie in toto l'insieme dei visceri della matassa intestinale, fissandoli alla faccia posteriore della cavità  addominale e accogliendo, inoltre, importanti vasi (mesenterici) e nervi destinati al tenue mesenteriale.
Nell'intestino tenue si trovano numerose valvole conniventi (pieghe circolari, dislocate lungo tutta la lunghezza del tenue), che aumentano la superficie della mucosa, necessaria per l'assorbimento di sostanze nutritive. Queste sono a loro volta coperte da villi intestinali, della lunghezza di circa 1 mm, che servono anch'essi ad aumentare la superficie della mucosa. Sui villi sono presenti microvilli, che hanno la medesima funzione. In questo modo la superficie dell'intestino tenue è di circa 300 metri quadrati.
L'intestino crasso è lungo mediamente 170 cm, con un diametro di circa 7 cm. Il punto di collegamento tra l'intestino crasso e quello tenue sono l'ileo, del tenue ( l'ultima parte ) ed il cieco del crasso ( prima parte ).


IPERGLICEMIA
L'iperglicemia è definita come un'eccessiva quantità  di glucosio nel sangue.
Il valore di soglia oltre il quale si può parlare di iperglicemia è di 100/120 milligrammi su decilitro (mg / dl) di sangue. Questa condizione è presente in caso di pazienti affetti da diabete, i quali devono sottoporsi ad una terapia insulinica specifica in modo da abbassare la quantità  di glucosio circolante a livelli normali.
Ma, ci sono valori che vanno ben oltre i 200 mg/dl.
Nei db insulino dipendenti l'iperglicemia protratta non corretta dalla terapia insulinica sfocia velocemente nella chetoacidosi, a lungo andare del tempo ( anni ) si possono riscontrare maggiori complicazioni. ( vedi complicanze )

IPERINSULINEMIA
Sta a significare un alta concentrazione di insulina nel nostro sangue.

IPERTENSIONE ARTERIOSA
L'ipertensione arteriosa è un aumento a carattere stabile della pressione arteriosa nella circolazione sistemica.
Per pressione massima si intende la pressione sistolica, cioè quella sviluppata durante le sistole cardiaca, mentre per pressione minima si intende la pressione diastolica, cioè quella sviluppata durante la diastole cardiaca.

IPERTIROIDISMO
L’ipertiroidismo (tireotossicosi) è la sindrome derivante dall'eccesso di ormoni tiroidei nel circolo ematico. Fra le cause nell’uomo vanno ricordate alcune forme comuni, come il Gozzo Tossico Diffuso, il Morbo di Basedow-Graves, l'adenoma tossico (di Plummer) ed il Gozzo Multinodulare Tossico, ed altre forme più infrequenti (tiroidite subacuta, tiroidite post-partum, ipertiroidismo iatrogeno, Hashitossicosi o tiroide di Hashimoto).
I sintomi più evidenti nell’uomo sono la perdita di peso (spesso accompagnata da un appetito notevole), affaticamento, indebolimento, iperattività , irritabilità , apatia, depressione, poliuria e sudorazione. Inoltre, nei pazienti si possono presentare una varietà  di sintomi come palpitazioni e aritmia (specialmente fibrillazione atriale), dispnea, infertilità , calo del desiderio, nausea, vomito, e dissenteria. Nella vecchiaia, questi classici sintomi potrebbero non comparire e potrebbero presentarsi solo con l’affaticamento e la perdita di peso.

IPOGLICEMIA
Ipoglicemia è un termine medico che indica uno stato patologico causato e definito da un basso livello di zuccheri (glucosio) nel sangue. L'ipoglicemia provoca una nutrita serie di effetti e di sintomi, la maggior parte dei quali originata da uno scarso afflusso di glucosio al cervello, che ne riduce le funzioni (neuroglicopenia): questa diminuzione della funzione cerebrale può andare da un vago senso di malessere al coma e in casi rari alla morte. Il diabetico va in ipoglicemia perché ha mangiato troppo poco, ha fatto troppo esercizio fisico o è stata iniettata troppa insulina.
I sintomi ipoglicemici possono essere :
nervosismo tremito visione sfuocata spossatezza diminuzione della sensibilità  nelle braccia e nelle mani (formicolii)
confusione debolezza sonnolenza stati confusionali
sudorazione mal di testa fame altri fenomeni personali
Una condizione di ipoglicemia può avere origine da molte cause diverse, e può accadere a qualunque età , è assolutamente necessario portare con se zucchero o glucagone a seconda della gravità  della ipoglicemia, e sempre addestrare chi ti sta vicino.
Ipoglicemia asintomatica: Difficoltà  ad avvertire i sintomi dell’attivazione adrenergica, anche in assenza di neuropatia.
Ipoglicemia iatrogena :
- Dose eccessiva di trattamento ipoglicemizzante (insulina o OHA)
- Erronea iniezione dell’insulina (i.m. o in vaso sanguigno)
- Ritardo nell’assunzione del pasto o sua omissione.
- Assunzione di carboidrati inadeguata
- Eccesso di attività  fisica non programmata
- Abuso di alcolici

IPOGLICEMIZZANTI ORALI
I farmaci ipoglicemizzanti orali vengono usati per il trattamento del diabete di tipo 2 (non insulino dipendente), sono utilizzati per favorire la produzione di insulina.
Un tipo di ipoglicemizzante è la Metmorfina.

IPOGONADISMO
In termini medici, si definisce ipogonadismo l’insufficiente produzione di ormoni, ovvero la ridotta funzionalità  dei testicoli e delle ovaie (le gonadi maschili e femminili).
Il testicolo può essere paragonato ad un continente multietnico (due popolazioni principali: popolo dei tubuli e popolo delle isole di Leydig), che fabbrica due prodotti molto importanti per la perpetuazione della specie:
- i semi (gli spermatozoi)
- il testosterone.
L’attività  produttiva del testicolo (gonade maschile) è comandata da una ghiandola che sta alla base del cervello chiamata ipofisi, tramite due ormoni (segnalatori a distanza), le gonadotropine FSH e LH. Gli ordini impartiti dall’ipofisi sono regolati a feedback negativo dalla quantità  di prodotti fabbricati dal testicolo.
L’obesità  e il sovrappeso sono altri fattori che contribuiscono all’insorgere dell’ipogonadismo.

IPOTIROIDISMO
L'ipotiroidismo è una disfunzione della tiroide dovuta a ridotta secrezione degli ormoni tiroidei Tiroxina e Triiodotironina.
Gli effetti della scarsa presenza di quest'ormone producono modificazioni sostanziali del metabolismo dell'intero organismo. L'appetito del paziente è compromesso, facile affaticabilità , diminuzione della frequenza cardiaca, vi è un calo della libido, talvolta aumento di peso, stipsi, torpore mentale, frequente sonnolenza per cui il paziente tende a dormire 10-14 ore al giorno, intorpidimento muscolare che vede i muscoli rilasciarsi lentamente dopo contrazione, ridotto metabolismo di tutte le ghiandole endocrine con i relativi scompensi che ne derivano, menorragia e polimenorrea ovvero flussi mestruali eccessivi o eccessivamente frequenti.

ISOLE DI LANGERHANS
Le isole di Langerhans sono agglomerati di cellule sferici concentrici situati nel pancreas scoperte nel 1869 da Paul Langerhans. Queste cellule sono sensibili alla glicemia (livello del glucosio nel sangue) e si occupano della secrezione di diversi ormoni atti a regolarla. Sono costituite da cordoni cellulari disposti tra una rete di capillari in cui il sangue scorre dal centro verso l'esterno.
Ci sono quattro tipi di cellule che le costituiscono, e secernono molti ormoni diversi, tra cui:
- le cellule a secernono glucagone;
- le cellule àŸ secernono insulina;
- le cellule d secernono somatostatina;
- le cellule PP secernono il peptide pancreatico.
Glucagone ed insulina sono i principali ormoni interessati alla metabolizzazione del glucosio delle cellule.
Il glucagone rimuove il glucosio dal glicogeno epatico promuovendone l'immissione nella circolazione sanguigna.
L'insulina permette il metabolismo del glucosio attivando la glicolisi; favorisce l'accumulo di glucosio nel fegato sotto forma di glicogeno e l'immagazzinamento dei grassi. La somatostatina ha un effetto inibitore sulla secrezione di entrambi gli ormoni. Inibisce la sintesi dell'ormone della crescita GH ipofisario. Il peptide pancreatico serve a regolare la secrezione esocrina del pancreas.

ISOMALTO
( vedi MALTILOLO )

ISTIDINA
Negli esseri umani è considerato essenziale, principalmente per i bambini.
L'anello imidazolico che l'istidina reca sulla sua molecola ha un comportamento praticamente neutro, ciò fa sì che piccole variazioni di pH nell'ambiente cellulare possano cambiare il segno della sua ionizzazione. Per questa ragione, nelle proteine il residuo dell'istidina compare nei siti in cui la proteina coordina ioni metallici o i substrati su cui va ad esercitare la sua attività  enzimatica.

 

J______________________

 

K______________________

KIMMELSTIEL WILSON
I due medici americani che per primi descrissero le lesioni tipiche della nefropatia diabetica nel 1936.

L______________________

LANCETTA (O AGO) PUNGIDITO
Ago molto fine che serve a pungere la pelle, serve per ottenere una piccola goccia di sangue da analizzare attraverso l’ausilio degli apparecchi per l'autocontrollo della glicemia.
In genere viene effettuata sul polpastrello del dito, ora, diverse case farmaceutiche producono delle penne a molla con degli aghi inseriti all’interno, questi aghi sono intercambiabili.

LACTITOLO
Additivo alimentare utilizzato come edulcorante, coadiuvante.

LARINGE
(vedi GOLA )

LASER TERAPIA
Trattamento che utilizza il raggio laser per cicatrizzare (cauterizzare) ferite. Viene spesso utilizzato per curare la retinopatia diabetica. Questo tipo di intervento viene deciso dal proprio diabetologo che in seguito farà  richiesta per l’intervento.

LATTILOLO
( vedi MALTILOLO )

LATTOSIO
Il lattosio rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte.
Il lattosio è contenuto oltre che nel latte (circa il 40 % della massa secca, 3.5-4% sul tal quale), anche nei suoi derivati (formaggi e yogurt) e in prodotti a base di siero di latte. In particolare nel siero il lattosio costituisce circa il 70% della massa secca (4.2-% ).

LEUCOCITI
I leucociti (o globuli bianchi) sono cellule del sangue. La funzione principale dei leucociti è quella di preservare l'integrità  biologica dell'organismo tramite l'attuazione di meccanismi di difesa diretti contro microorganismi patogeni di varia natura (virus, batteri, miceti, parassiti) e contro corpi estranei penetrati nell'organismo previo superamento delle barriere costituite dalla cute e dalle mucose.

LEVULOSIO
( vedi Fruttosio )

LINFOGHIANDOLE ( vedi SISTEMA LINFATICO)
Le linfoghiandole così come le adenoidi e tutto il sistema linfatico raggiungono il massimo sviluppo e volume all'età  di tre quattro anni ma già  verso i due anni sono visibili e palpabili nei distretti come il collo dove sono maggiormente rappresentate.
Sono chiamate frequentemente a produrre anticorpi per la difesa dagli attacchi alle vie aeree da parte di virus e batteri.

LIPIDI ( leggi anche grassi )
I lipidi (detti anche grassi, dal greco lypos, grasso) sono molecole organiche, presenti in natura, raggruppate sulla base delle loro proprietà  comuni di solubilità : sono insolubili in acqua (per questo si definiscono idrofobi), mentre sono solubili in solventi organici non polari, come l'etere o l'acetone.
I lipidi hanno un altissimo contenuto energetico e, nell'ambito dei tre gruppi di macromolecole che compongono gli elementi nutritivi per la cellula:
o grassi (o lipidi)
o zuccheri (o glucidi)
o proteine (o protidi)
o I grassi vengono immagazzinati principalmente nel tessuto adiposo sotto forma di trigliceridi.
I lipidi di origine animale sono contenuti abbondantemente in burro, strutto e sego.

LINFA
La linfa è un liquido chiaro, trasparente, incolore, a reazione debolmente alcalina, che circola nel sistema dei vasi linfatici, È costituita essenzialmente da acqua, proteine, elettroliti, grassi, e da elementi figurati, soprattutto linfociti; a causa del suo contenuto in fibrinogeno, coagula se viene estratta dai vasi linfatici.

LINFOCITI ( leggi anche LEUCOCITI )
I linfociti sono cellule presenti nel sangue che costituiscono tra il 20 e il 40% dei leucociti (secondo i dati delle formule leucocitarie riconosciute).
Svolgono un ruolo molto importante nel sistema immunitario.
I Linfociti derivano dalla linea linfoide delle cellule staminali multipotenti presenti nel midollo osseo e a seconda del luogo, all'interno dell'organismo, nel quale avviene la maturazione cellulare, si ottengono due linee linfocitarie ben distinte: i linfociti B e i linfociti T (da Timo).

LINFONODI ( vedi anche sistema linfatico )
I linfonodi funzionano come dei filtri: raccolgono e distruggono batteri e virus grazie ad un reticolo a nido d'ape, costituito da tessuto connettivo e ricco di linfociti. Quando l'organismo sta combattendo un'infezione, i linfociti si moltiplicano rapidamente e danno luogo ad un caratteristico rigonfiamento dei linfonodi.
I linfonodi sono a forma di fagiolo e variano in dimensione da pochi millimetri a 1-2 cm nel loro stato normale.
Possono ingrossarsi in caso di tumori o infezioni. I linfociti sono localizzati nelle strutture a nido d'ape all'interno del linfonodo. La produzione di linfociti aumenta quando il corpo è infettato e quindi i linfonodi sono ingrossati.

LIPOATROFIA ( o LIPODISTROFIA )
Troppe iniezioni in una unica zona. Non rappresentano un problema medico,
ma possono rendere inefficace l'assunzione di insulina.
Sono Noduli di grasso che si formano sotto cute nelle zone in cui sono state concentrate molte iniezioni di insulina in modo consecutivo.
E' un fenomeno evitabile se viene eseguita rotazione delle sedi di iniezione.

LISINA
Negli esseri umani è essenziale, cioè va assunta tramite l'alimentazione, dato che l'organismo umano non è in grado di sintetizzarla. Può essere usata come integratore alimentare nella prevenzione dell'herpes.
La lisina è presente soprattutto nella carne (carne rossa, maiale, pollame), nel formaggio, in alcuni pesci (merluzzo e sardine), nella soia e nei suoi derivati, è invece scarsamente presente nei cereali. Una carenza di lisina può produrre una carenza di niacina (nota anche come vitamina B3) e portare alla pellagra. Per decomposizione la lisina si trasforma in cadaverina.

LORDOSI
La lordosi è una curvatura che la colonna vertebrale assume fisiologicamente.
In una colonna vertebrale normale troviamo due tipi di curve, osservandola sul piano sagittale mediano:
le lordosi (nei tratti cervicale e lombare) che determinano una convessità  frontalmente alla colonna.
le cifosi (toracica e sacro - coccigea) che invece causano una convessità  dorsale.

LUNA DI MIELE
fenomeno che può verificarsi non appena viene iniziata terapia insulinica per i diabetici di tipo 1. Consiste in una rinnovata produzione insulinica che fa pensare ad una sorta di remissione della malattia, ma generalmente dura solo pochi mesi.
La luna di miele può verificarsi all’inizio della terapia insulinica nel tipo 1.
Il nostro pancreas secerne ancora dell’insulina, in alcuni casi il db può non somministrarsi insulina anche per diversi mesi. Questo periodo è variabile, certi effetti si possono verificare anche per due anni.

 

M______________________

MALATTIE AUTOIMMUNITARIE
Il nostro organismo non riconosce più le cellule e le attacca per auto difesa. Nel db, questa patologia, attacca le cellule Beta del pancreas, ne consegue la fine della produzione di insulina.

MALATTIE CORONARICHE
I pazienti diabetici sono a rischio per questo tipo di patologia.
Spesso le coronarie non riescono a portare un sufficiente flusso sanguigno al cuore, questo a causa di inspessimenti, di placche aterosclerotiche, o di indurimenti dei vasi.

MALTILOLO
Sono dolcificanti con edulcoranti di sintesi, come aspartame, acesulfame K, saccarina e/o con edulcoranti natural-identici (polialcoli), come il maltilolo, il lattilolo, isomalto ecc., e si contraddistinguono per le caratteristiche marcatamente ipocaloriche.

MALTOSIO
Il maltosio, o zucchero di malto, è un disaccaride composto da due unità  di glucosio.
Avendo una funzione aldeica libera è uno zucchero riducente e da esito positivo al saggio di fehling.

MACROANGIOPATIA
Malattia dei grandi vasi sanguigni. Non solo delle coronarie.
Le Placche aterosclerotiche e coaguli di sangue (trombi) possono ostruire i vasi rallentando o bloccando il flusso sanguigno.

MACROSOMIA
Non è una malattia ma semplicemente una condizione di peso alla nascita superiore alla media.
La macrosomia alla nascita è dovuta a un eccesso di glucosio nel sangue della madre causati a loro volta da un diabete già  noto o gestazionale. Si parla di pesi superiori ai 4,5 kg alla nascita.
Può portare al diabete 2.

MALATTIE VASCOLARI PERIFERICHE
Noi db siamo a rischio per questo tipo di patologia.
Questo problema causa dolori alle estremità  ed è condizione predisponente al cosiddetto piede diabetico. ( vedi piede diabetico )
E’ la malattia dei vasi sanguigni periferici. Riguarda l'irrorazione degli arti come gambe, braccia, mani, piedi. L’irrorazione non è più sufficiente a consentire un sufficiente afflusso di sangue alle estremità .

MANNITOLO
A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. Il mannitolo trova ampio impiego nel settore farmaceutico perché ha proprietà  diuretiche. in particolare, appartiene alla classe dei diuretici osmotici.

MELANINA (eumelanina)
La melanina è nella pelle, nei capelli e nel tessuto pigmentato che è posto sotto l'iride, nel midollo e nella zona reticularis della ghiandola surrenale, nello stria vascularis dell'orecchio interno ed nel pigmento di alcuni tipi di neuroni. La Melanina è la determinante primaria del colore della pelle umana.
Alcuni individui sia di animali che umani hanno pochissima o nessuna melanina nella loro epidermide, una condizione noto come albinismo.
Negli umani la forma più frequente di Melanina è la eumelanina. La natura precisa della struttura molecolare della eumelanina è ancora oggetto di studio.
In assenza di altre cause una piccola quantità  di eumelanina nera causa i capelli grigi, mentre una piccola quantità  di eumelanina marrone causa i capelli di colore giallo (biondo).


MELATONINA
La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale o epifisi, ed ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia.
Viene sintetizzata o secreta di notte dalla ghiandola pineale; poco dopo la comparsa dell’oscurità  le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L’esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente.
Anche per i bassi effetti collaterali da sovradosaggio, la melatonina è venduta in erboristeria e al supermercato, senza prescrizione medica. Alcuni la ritengono un alimento e non un farmaco; tuttavia, gli effetti collaterali non sono propriamente nulli, ed eventuali benefici sono visibili se un medico determina dosi e tempi di assunzione della sostanza.

MELLITURIA
( vedi Glicosuria ).

METIONINA
La metionina è un amminoacido apolare.
È coinvolta nella sintesi della cisteina, della carnitina e della taurina tramite il processo della trans-solforazione, nella sintesi della lecitina e nella sintesi della fosfatidilcolina e di altri fosfolipidi.
Un improprio metabolismo della metionina può condurre all'aterosclerosi.

METMORFINA
La metformina viene assunta per bocca e viene assorbita a livello intestinale e nel plasma circola in forma libera. Il farmaco non viene metabolizzato ed è eliminato come tale attraverso le urine.
La sua emivita è di circa 1,5-3 ore.
Attualmente la metformina viene considerata il farmaco di scelta nelle persone affette da diabete di tipo II (non insulino dipendente). Presenta dei vantaggi interessanti specie in persone obese in quanto non induce aumento di peso e la comparsa di ipoglicemia risulta essere un fenomeno poco comune.
La metformina, inoltre, può anche essere associata alle sulfoniluree, qualora quest'ultime si siano rivelate insufficienti.
Generalmente le terapie a base di metformina prevedono una dose iniziale e poi la si può distribuire in una maniera frazionata.

MG/DL
Una sigla di unità  di misura, per il diabetico il valore del glucosio di misura in:
milligrammi su decilitro mg / dl .


MIASTENIA
La miastenia grave è una malattia caratterizzata da debolezza muscolare. È causata da una reazione abnorme del sistema immunitario che avviene per motivi sconosciuti e in parte geneticamente determinati (reazione auto-immune), ed è diretta contro le sinapsi neuromuscolari. Le sinapsi neuromuscolari sono il punto di contatto tra le terminazioni nervose e la fibra muscolare e regolano la contrazione muscolare mediante l'acetilcolina liberata dalla cellula nervosa.

MICROALBUMINURIA
L'esame della microalbuminuria è molto utile per il paziente diabetico, poiché consente di individuare precocemente problemi di funzionalità  renale.
Presenza nelle urine di una minima quantità  di albumina.

MICROANEURISMA
Lesione tipica della retina dovuta alla dilatazione dei piccoli vasi.

MICROANGIOPATIA
Malattia dei vasi sanguigni più piccoli che determina scarsa perfusione dei tessuti.
I tessuti più interessati nel diabetico sono la retina (retinopatia) e il rene (nefropatia).

MICROINFUSORE ( vedi anche : Pancreas artificiale )
E’ un apparecchio che ci permette di infondere insulina in modo continuo nell'arco delle 24 ore, in dosi regolabili.
L'apparecchio è di modeste dimensioni, ha una parte principale nella quale alloggiano siringa ed insulina, poi è costituito da un tubicino che porta l’insulina e da un ago terminale sottocutaneo.

MICROVASCOLARE
Le complicanze microvascolari riguardano i piccoli vasi sanguigni.
Nel diabete sono causate dalla degenerazione delle pareti capillari, si rompono perdendo proteine ed il flusso sanguigno verso le cellule viene interrotto.

MIDOLLO SPINALE
Il midollo spinale è una porzione del sistema nervoso centrale; ha forma pressoché cilindrica, leggermente schiacciata in senso antero-posteriore. Il midollo spinale è posto nel canale vertebrale e si estende dal corpo dell'atlante, la prima vertebra cervicale, poco sotto il foro occipitale, al corpo della II vertebra lombare per una lunghezza complessiva di circa 45 cm.
Da ogni lato del midollo spinale emergono 31 paia di nervi spinali composti da 31 radici anteriori e 31 radici posteriori. I nervi spinali sono distinti in 8 paia cervicali, 12 toracici 5 lombari 5 sacrali e tre coccigei di cui gli ultimi 2 rudimentali.

MINERALI
Essenziali per la buona salute e per l’accrescimento, i minerali svolgono molte importanti funzioni nell’organismo, partecipando a processi vitali cellulari come la formazione delle ossa e dei denti e alla regolazione dei liquidi corporei.
I minerali essenziali all’organismo umano comprendono :
I macrominerali ( calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio, cloro e zolfo ) presenti nell’organismo in quantità  notevoli e che vanno introdotti in dosi da 100 milligrammi a 1 grammo al giorno.
I microelementi o minerali traccia ( ferro, manganese, molibdeno, rame, iodio, zinco, cromo, fluoro, selenio, etc), presenti in piccole quantità , ma, ciò non di meno indispensabili, che vanno introdotti in dosi minori.
Un minerale, pur indispensabile per la salute, può essere pericoloso se introdotto in eccesso, addirittura può essere tossico ed interferire con gli altri.
Gli alimenti animali sono le migliori fonti di minerali, perché li contengono in genere nella proporzione necessaria ai bisogni umani.
Grandi quantità  di alimenti vegetali tendono ad impedire l’assorbimento di minerali, come il ferro ed il zinco, provocandone l’eliminazione con le feci per l’eccesso di fibra in essi contenuta.
A differenza delle vitamine, i minerali non vengono danneggiati dal calore e dalla luce, ma alcuni possono andare persi nell’eccesso di acqua di cottura.
Poiché i minerali sono presenti sia negli alimenti animali che vegetali, un’alimentazione completa e variata assicura la copertura dei bisogni.
Vediamo un elenco di minerali:
Calcio (Ca)
Formazione di ossa e denti, coagulazione del sangue, conduzione degli impulsi nervosi.
Sintomi da carenza arresto della crescita, rachitismo, osteomalacia e convulsioni.
Buone fonti sono il latte, formaggio, yogurt, vegetali a foglia verde scuro, legumi secchi, sardine, vongole, telline, cozze.
Fosforo (P)
Formazione di denti ed ossa, equilibrio acido-base.
Sintomi da carenza debolezza, demineralizzazione delle ossa, perdita di calcio.
Buone fonti sono il latte, formaggio, carne, pesce, pollame, cereali, legumi, noci.
Magnesio (Mg)
Attivazione di enzimi, sintesi proteica.
Sintomi da carenza come blocco della crescita, disturbi del comportamento, spasmi.
Buone fonti come cereali non decorticati, vegetali a foglia verde, carne, latte, legumi, noci.
Sodio (Na)
Equilibrio acido-base, bilancio idrico, funzionalità  nervosa.
Sintomi da carenza come crampi muscolari, apatia mentale, appetito ridotto.
Buone fonti come ( la maggior parte degli alimenti, tranne la frutta)
Potassio (K)
Equilibrio acido base, bilancio idrico, funzionalità  nervosa.
Sintomi da carenza come la debolezza muscolare, paralisi.
Buone fonti come la carme, il latte, molti frutti, cereali, legumi, verdure, pomodori, patate, etc.
Cloro (Cl)
Formazione del succo gastrico, equilibrio acido-base.
Sintomi da carenza come crampi muscolari, apatia mentale, riduzione dell’appetito.
Buone fonti come sale da tavole, latte, carne, uova, frutti di mare.
Zolfo (S)
Componente di composti attivi di tessuti e della cartilagine.
Sintomi da carenza come relativi alla mancanza di aminoacidi solforati.
Buoni fonti da alimenti proteici.
Ferro (Fe)
Componente dell’emoglobina e di fattori implicati nel metabolismo energetico.
Sintomi da carenza come anemia da carenza di ferro, ipocromica.
Buone fonti da fegato, carni, legumi, cereali, uova, frutti di mare, vegetali a foglia verde scuro.
Zinco (Zn)
Componente di enzimi coinvolti nel metabolismo di acidi nucleici, di enzimi digestivi, dell’enzima responsabile del trasporto di CO2 nel globulo rosso.
Sintomi da carenza come arresto della crescita, ipogonadismo.
Buone fonti da latte, fegato, frutti di mare.
Iodio (I)
Componente degli ormoni tiroidei.
Sintomi da carenza come ipotiroidismo ( diminuzione del metabolismo)
Buone fonti da pesce, frutti di mare, latte e vegetali.
Rame (Cu)
Componente di enzimi coinvolti nella digestione e nella formazione dell’elastina.
Buone fonti da fegato, frutti di mare, cereali, ciliegie, legumi, pollame, noci.
Fluoro (F)
Mantenimento della struttura di ossa e denti.
Sintomi da carenza come una più alta frequenza di deterioramento dei denti.
Buone fonti sono il tè, caffè, frutti di mare, riso, spinaci, cipolla, lattuga.
Manganese (Mn)
Componente di enzimi della sintesi dei grassi.
Sintomi di carenza come riduzione della capacità  di metabolizzare il glucosio.
Buone fonti da cereali, legumi, bacche, frutta, tè.
Cromo (Cr)
Coinvolto nel metabolismo energetico e del glucosio.
Sintomi da carenza come riduzione della capacità  di metabolizzare il glucosio.
Buone fonti da grassi, oli vegetali, carni, molluschi, cereali non decorticati.
Selenio (Se)
Coenzima della glutatione perossidasi. (Vedi GSH )
Sintomi da carenza non stabiliti.
Buone fonti da pesce, pollame, carne, latte, cereali.
Molibdeno (Mo)
Componente di alcuni enzimi ( metabolismo basi puriniche )
Sintomi da carenza non stabiliti.
Buone fonti da legumi, cereali, carne di organi, vegetali a foglia verde scuro.

MONOCITI
I monociti sono i globuli bianchi più voluminosi. Fatta eccezione per la maggior quantità  di citoplasma e per il nucleo reniforme, essi assomigliano molto ai linfociti. Quando migrano nei tessuti divengono macrofagi particolarmente voraci. I macrofagi sono molto importanti nella lotta contro i processi infettivi cronici, come la tubercolosi.

MONONEUROPATIA ( e polineuropatie )
Con il termine di neuropatia (o neuropatia periferica) si indica una patologia che si sviluppa a carico del sistema nervoso periferico (SNP).
Il coinvolgimento di un singolo nervo periferico, o di più nervi localizzati in una stessa regione del corpo, determina l’insorgenza di mononeuropatie: si tratta solitamente di patologie conseguenti a lesioni traumatiche, dovuti a compressioni meccaniche, anche legate a processi infiammatori o ischemici. Le polineuropatie sono invece disturbi a carico di due o più nervi in aree distinte, correlati solitamente a malattie sistemiche: solitamente queste ultime presentano sintomi bilaterali e simmetrici (entrambi i lati del corpo, cioè, sono interessati in maniera simile).
L’eziologia delle neuropatie può essere legata a disordini genetici o a lesioni occorse nel corso della vita dell’individuo. Nel primo caso si parla di neuropatie ereditarie; nel secondo di neuropatie acquisite.
Le neuropatie ereditarie sono dovute ad alterazioni di carattere genetico. Molte di queste possono essere diagnosticate mediante screening genetico, dal momento che ne è nota l’alterazione genomica.
I nervi che compongono il SNP sono di tre tipi.
-  I nervi sensitivi sono responsabili della conduzione verso il SNC dei segnali provenienti dall’ambiente.
-  I nervi motori (o motoneuroni) inviano dal SNC segnali motori verso la periferia (tipicamente verso i muscoli scheletrici).
-  I nervi vegetativi (o autonomici) controllano funzioni involontarie dell’organismo, come il respiro o il battito cardiaco. Nonostante numerose neuropatie siano a carico di tutti i tre tipi di nervi, in alcuni casi è possibile classificare il disturbo come puramente o prevalentemente motorio, sensitivo o vegetativo.
Il diabete è una delle cause più comuni di neuropatia, con sintomatologia prevalentemente a carico dei neuroni sensitivi. Altre malattie sistemiche in grado di generare neuropatie sono l’insufficienza renale cronica, le epatopatie e le alterazioni endocrine come l’ipotiroidismo.


MONOSACCARIDI
I monosaccaridi sono carboidrati formati da una sola molecola e sono caratterizzati da sapore dolce e dall'idrolità  in acqua. Si distinguono in due categorie :
aldosi, caratterizzati da un gruppo aldeidico (glucosio);
chetosi, caratterizzati da un gruppo chetonico (fruttosio)

 

N______________________

NASO
Il naso è l'organo del senso dell'olfatto.
Nell'uomo, il naso occupa la parte centrale del viso posizionato al di sopra della bocca. È costituito da una parte sporgente (piramide nasale), da una parte interna (cavità  nasali) suddivisa da una parete mediale (setto nasale).
La piramide nasale è rivestita da una cute ricchissima di ghiandole sebacee ed è parzialmente costituita da un corpo cartilagineo.
Le fosse nasali sono due corridoi paralleli (generalmente simmetrici). Ciascuna delle fosse è a sua volta ripartita in due aree: il vestibolo, nella parte anteriore, la fossa - propriamente detta - nella parte posteriore.
Il setto nasale è in parte cartilagineo ed in parte osseo.
Formano la parte interna del naso e sono alte e profonde. Anteriormente si aprono nel naso esterno mediante le narici; posteriormente, terminano in una fessura verticale a lato della porzione superiore della faringe, sopra il palato molle e vicino agli orifizi delle trombe di Eustachio che portano alla cavità  timpanica dell'orecchio. Sia le cavità  nasali sia le narici sono rivestite da mucosa e le seconde anche da peli duri, detti vibrisse. Sia la mucosa che le vibrisse impediscono il passaggio a sostanze estranee, quali la polvere o piccoli insetti, che altrimenti potrebbero penetrare nelle vie respiratorie insieme all'aria inspirata. Un'altra funzione della mucosa nasale consiste nel riscaldare e rendere umida l'aria in ingresso verso l'apparato respiratorio.
Nella regione del naso deputata alla percezione olfattiva, la mucosa è molto spessa; essa si presenta scura a causa della presenza di un pigmento bruno. I recettori dell'olfatto inviano gli stimoli al cervello attraverso il nervo olfattivo, che si dirama nelle cavità  nasali con numerose piccole fibre.
Esercitano una triplice funzione: respiratoria, olfattoria e fonatoria.
1. Funzione respiratoria: durante l'inspirazione, l'aria attraversa le fosse, di lì si divide in due flussi, di cui uno passa a contatto con la mucosa olfattoria, ed entrambi giungono alla rinofaringe. L'aria umidificata e scaldata viene ulteriormente filtrata per mezzo di grossi peli e le secrezioni nasali.
2. Funzione olfattoria: le particelle odorose convogliate verso la mucosa olfattiva ne stimolano le ghiandole che trasmettono tramite il nervo olfattivo ai centri olfattivi cerebrali e diventano sensazioni di odore.
3. Funzione fonatoria: le fosse nasali contribuiscono alla corretta pronuncia e modulazione delle consonanti nasali (appunto dette).

NECROBIOSIS LIPOIDICA DIABETICORUM
Lesioni superficiali che appaiono sulla pelle generalmente nella parte inferiore delle gambe.
Possono essere piccole o grandi e sono in rilievo, gialle e cerose in apparenza con un bordo viola.

NECROSI
La necrosi è il nome dato alla morte non programmata di cellule e tessuti viventi (contrapposta all'apoptosi, la morte programmata delle cellule). Le possibili cause di necrosi sono molte: ferite, infezioni, tumore, infarto, infiammazione e così via.
Morfologicamente esistono quattro tipi distinti di necrosi:
Necrosi coagulativa: si verifica di solito in un ambiente povero di ossigeno. La forma delle cellule si conserva dopo la loro morte e può essere osservato con un microscopio (come nell'infarto del miocardio e della milza)
Necrosi liquefattiva: avviene con distruzione delle cellule e formazione di pus (come nella polmonite)
Necrosi grassa: è causata dall'azione degli enzimi lipasi sui tessuti grassi (come nella pancreatite acuta)
Necrosi fibrinoide: è causata da danni vascolari immuno - mediati. Si distingue per i depositi di materiale proteico simile alla fibrina sulle pareti delle arterie, che appaiono macchiate ed acidofile al microscopio ottico.
Necrosi asettica: è causata dalla scarsa circolazione sanguigna che può determinare la "morte" della parte ossea colpita (es. astragalo, testa del femore).
Il miglior metodo per riattivare la circolazione è l'ossigenoterapia della camera iperbarica: grazie infatti alla decompressione ed al respiro, tramite mascherina, di ossigeno allo stato puro la circolazione viene stimolata e riportata alla normalità .

NEFROLOGO
Medico specialista delle malattie e delle complicanze renali .

NEFROPATIA
L'insufficienza renale è una patologia conseguente la riduzione della funzionalità  renale. Fisiologicamente viene rilevata dalla riduzione del flusso di filtrazione glomerulare, espresso come GFR Glomerular Filtration Rate (talvolta anche con l'italiano VFG Velocità  di Filtrazione Glomerulare) e clinicamente da valori elevati di creatinina.
Può essere suddivisa in due categorie:
o Insufficienza Renale Acuta (IRA)
o Insufficienza Renale Cronica (IRC)
In particolare, la Nefropatia Diabetica è una compromissione renale, dei filtri che nei reni garantiscono la pulizia del sangue ed è causata anche dal cattivo controllo glicemico determinato dalla malattia diabetica.
Un buon controllo metabolico consente al paziente db di minimizzare il rischio di complicanze ai reni.

NEOESPEREIDINA DC
La neoesperidina DC presenta caratteristiche di riduzione del sapore amaro, ma ad alte concentrazioni presenta una dolcezza associata ad un retrogusto al mentolo, o alla liquirizia. Viene utilizzato per la birra analcolica, conserve di frutta e sidro.

NEOPLASIE
in medicina, formazione di solito a carattere patologico di tessuti che per lo più si rivelano cancerosi.

NEOVASCOLARIZZAZIONE
E’il processo attraverso il quale in un tessuto si formano nuovi capillari.
Nella retinopatia diabetica (vedi) la neovascolarizzazione coincide con la forma proliferante.

NEUROGLICOPENIA
Confusione, difficoltà  di concentrazione
Cefalea
Visione offuscata
Anomalie del comportamento, irritabilità 
Crisi comiziali
Riduzione della vigilanza fino al coma

NEUROLOGO
Medico specialista di neurologia, nell'uso corrente, di neuropatologia.
Medico specialista nello studio delle malattie del sistema nervoso.


NEUROPATIA
Malattia del sistema nervoso. Spesso colpisce i diabetici causando disturbi nervosi soprattutto a livello di sistema periferico. Le manifestazioni cliniche della neuropatia diabetica riguardano soprattutto gli arti (dolori, formicolii, insensibilità  alle mani e ai piedi), ma anche il sistema nervoso autonomo e centrale.
Le neuropatie diabetiche più comuni sono la neuropatia periferica, la neuropatia autonomica o somatica e la mononeuropatia.
o La neuropatia sensitiva colpisce i nervi che controllano il tatto, la vista e/o la percezione del dolore.
o La neuropatia periferica, le braccia, le gambe e i piedi.
o La neuropatia autonomica o somatica o nervoso involontario, quindi organi come il cuore, la viscerale infine colpisce il sistema vescica o l'apparato digerente.
Un buon controllo metabolico consente al paziente diabetico di minimizzare il rischio di complicanze quali la neuropatia diabetica.

NIDDM
Ovvero diabete di tipo 2.
Sigla che sta per Diabete Non Insulino Dipendente (Non Insulin Dependent Diabetes Mellitus).

NORMOGLICEMIA
Livelli normali di glucosio nel sangue. È l'obiettivo di un buon controllo glicemico.

 

O______________________

OBESITA’
L'Obesità  è una malattia cronica determinata da un eccesso di massa grassa distribuita in diverse zone ed in modo diverso da soggetto a soggetto e tra maschi e donne.
Si riesce a stimare misurare tale eccesso.
- Sottopeso <18,5
- Normopeso 18,5-24,9
- Sovrappeso 25-29,9
- Obesità  moderata (I grado) 30-34,9
- Obesità  severa (II grado) 35-39,9
- Obesità  grave (III grado) >40
Il parametro più semplice e quindi più utilizzato per definire il grado di obesità  è l'Indice di Massa Corporea (o IMC o BMI Body mass index) che si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l'altezza in metri al quadrato.
L’obesità  è in genere considerata un artefice sostenente lo sviluppo del diabete.
Gli studi genetici hanno messo in evidenza che alterazioni metaboliche presenti in soggetti db hanno, come prima manifestazione, l’insulina resistenza, prima ancora dell’alterazione del metabolismo del glucosio e del peso.

OCCHIO
L'occhio è l'organo esterno del senso della vista.
Fa parte dell'apparato visivo, è assai complesso e di straordinaria importanza: è il principale mezzo di conoscenza del mondo esterno.
Gli occhi sono pari e simmetrici, posizionati nelle due cavità  orbitarie del cranio (testa).
L'occhio è costituito da:
bulbo oculare o occhio propriamente detto
una serie di organi accessori
gli annessi
l'apparato muscolare estrinseco
L'apparato muscolare estrinseco ha il compito principale di coordinare il movimento dei due bulbi oculari, che deve essere sincrono nei due occhi.
Collegato all'occhio si riconosce un apparato lacrimale, che svolge attività  meccaniche e attività  protettive.
Occhio esterno
Rovesciando le palpebre, si potrà  vedere uno spazio delimitato dalla congiuntiva, al punto di riflessione di questa membrana si trova il fornice congiuntivale.
A livello della commessura mediale si potranno rilevare i condotti lacrimali.
Tramite palpazione si possono ottenere alcuni elementi peculiari dell'occhio: il grado di consistenza del bulbo, la motilità , il grado di tensione, ecc.
Il bulbo oculare
Il bulbo o globo oculare ha una forma sferoidale, nella quale si riconosce un polo anteriore ed uno posteriore.
A livello del polo posteriore si diparte il nervo ottico da un'area molto limitata da una fitta corona di altre emergenze nervose, che costituiscono i fasci più esterni di questo nervo.
Sezionando il bulbo lungo l'asse antero posteriore, si potrà  vedere come esso sia suddiviso in due camere, una anteriore e una posteriore, seguite dal corpo vitreo e nel fondo da una serie di membrane, presenti anche ai lati.
La camera anteriore è delimitata verso l'esterno dalla cornea, caratteristicamente trasparente, mentre posteriormente è limitata dal cristallino (lente biconvessa) e dalle estroflessioni della corona ciliare.
La camera posteriore è di dimensioni più piccole, ed è compresa tra l'iride e le formazioni che vincolano il cristallino alla corona ciliare. Posteriormente si trova il corpo vitreo (o umor vitreo) del bulbo, che costituisce il più vasto mezzo diottrico del bulbo, senza alcuna importanza in relazione alla convergenza.
Le membrane che avvolgono il bulbo sono:
la retina o superficie altamente differenziata , che contiene le cellule primarie della sensibilità  alla luce, i coni e i bastoncelli
la coroide o uvea, superficie devoluta essenzialmente all'irrigazione vasale del bulbo
la sclera o sclerotica, che compare anche all'esame esterno dell'occhio, di colore biancastro costante su tutta la superficie dell'occhio, nei suoi 5/6 di superficie disponibile; è di natura fibrosa.
Apparato muscolare
Si parla di muscolatura estrinseca e muscolatura intrinseca. Sulla sclera si attaccano i muscoli che muovono l'occhio (muscoli estrinseci), in tutto 6, 4 retti e 2 obliqui:
muscolo obliquo inferiore
muscolo obliquo superiore
muscolo retto inferiore
muscolo retto laterale
muscolo retto mediale
muscolo retto superiore
Gli altri muscoli dell'occhio sono:
muscolo orbicolare
muscolo elevatore della palpebra superiore
muscolo ciliare
muscolo dilatatore della pupilla
sfintere pupillare

OFTALMOLOGO
E’ medico specialista nello studio delle malattie degli occhi.

OLOSIDI
Gli zuccheri complessi, polimeri costituiti da monosaccaridi, si dividono in oligosaccaridi (corte catene di zuccheri semplici, generalmente fino ad otto unità ) e polisaccaridi (con catene molto lunghe, che possono essere anche ramificate e cicliche).
I polisaccaridi possono essere strutturali o di riserva.
Il più diffuso polisaccaride strutturale è la cellulosa, costituita da lunghissime catene di glucosio e presente nelle Piante e nelle alghe. Nei procarioti è presente l'acido muramico nella parete cellulare mentre negli animali (eucarioti) i glicosaminoglicani, più complessi, hanno una funzione di "collante" nei tessuti connettivi.
Il principale polisaccaride di riserva vegetale è l'amido, negli animali il glicogeno. I polisaccaridi di riserva consentono il rilascio rapido di glucosio per le necessità  energetiche dell'organismo, mentre i lipidi di riserva contengono più energia per unità  di massa.

ORECCHIO
L'orecchio è l'organo dell'udito.
(L'udito è un sistema estremamente complesso, il primo dei cinque sensi a svilupparsi nel feto e a permettere il contatto con il mondo.)
Si compone di tre parti:
1. orecchio esterno, il collegamento con l'esterno, da cui entrano i suoni
2. orecchio medio, il tramite tra l'esterno e l'interno
3. orecchio interno, l'elemento organizzatore e recettore dei suoni.
Orecchio esterno
L'orecchio esterno è quello che si trova ai lati del capo;in esso si distinguono:il padiglione auricolare e il condotto uditivo.
La forma del padiglione auricolare consente di percepire le onde sonore e di convogliarle nel condotto uditivo.
Orecchio interno
L'orecchio interno è la parte interna dell'apparato stato-acustico, divisibile in due porzioni, definite labirinti:
1. labirinto osseo o parte ossea: la cavità  interno presenta una parete ossea.
2. labirinto membranoso: presente internamente al labirinto osseo, in esso sono individuabili organi a parete connettivale.
Tra le due porzioni di labirinto è presente un liquido, definito perilinfa, mentre, internamente agli organi del labirinto membranoso è presente l'endolinfa.
Labirinto osseo: conformazione e strutture
Presenta una parte centrale cava, detta vestibolo, comunicante anteriormente con la coclea e posteriormente con i tre canali semicircolari (anteriore, superiore e laterale) in cui trovano alloggio i recettori dell'equilibrio (recettori stato-cinetici).
Il vestibolo, inoltre, presenta due aperture:
1. foro o finestra ovale;
2. finestra rotonda.
Coclea
Presenta due strutture (una ossea ed una membranacea): canale cocleare;
lamina spirale ossea (legata ad un asse centrale definito modiolo).
Labirinto membranoso
E' costituito da tre componenti:
1. utricolo o sacculo al livello del vestibolo;
2. canali semicircolari membranosi;
3. condotto cocleare membranoso applicato al margine libero della lamina spirale ossea.
Recettori dell'equilibrio o stato-cinetici
L'apparato stato-cinetico è costituito da cinque organi presenti al livello dell'orecchio interno:
utricolo e sacculo; i tre canali semicircolari membranosi.
L'epitelio dell'orecchio transita da epiteliale di rivestimento a epitelio recettivo sensoriale di II tipo. Sulle ciglia dei recettori è presente un gel, la cupola, che, sotto il flusso dell'endolinfa provocato dal movimento corporeo, percepisce il movimento del corpo. I prolungamenti dentritici del ganglio dello Scarpa, innervano i recettori. A livello dell'utricolo e nel sacculo, si ha una struttura analoga, in cui sono presenti anche sali di calcio, definiti otoliti, sulla sommità  della cupola, capaci di percepire le accelerazioni a cui il corpo è soggetto. Dal vestibolo emergono i gangli vestibolari che convogliano l'impulso alla branca vestibolare. La via vestibolare origina da neuroni bipolari presenti nel ganglio dello Scarpa. I prolungamenti centrali di tali neuroni raggiungono i nuclei vestibolari posti nel midollo allungato.
Recettori acustici
Sono posti nella parte membranosa ossea e presentano una morfologia identica ai recettori dell'equilibrio. Presentano superiormente una membrana che, sotto la pressione dell'endolinfa, stimola i recettori. La via acustica origina dal ganglio del Corti, formato da neuroni bipolari. I prolungamenti centrali di tali neuroni raggiungono i nuclei cocleari ventrale e dorsale posti nel midollo allungato e nel ponte (di Varolio).

ORGANI DI SENSO
Sei (6) sono gli organi di senso umani canonici nonostante spesso si limiti a citare solo i primi cinque:
La vista
L'udito
L'olfatto
Il gusto
Il tatto
La propriocezione
L'apparato vestibolare o dell'equilibrio
Altri organi di senso sono presenti nel corpo umano (vedi corpuscoli) tuttavia sono considerati secondari rispetto a quelli citati e solo gli specialisti ne conoscono il nome e la rispettiva funzione.
Apparato gustativo:
È formato dai calici gustativi che sono presenti nelle papille linguali Circumvallate (si trovano a forma di V nella parte più interna della lingua), Foliate, e, in piccola parte anche nelle Fungiformi. Le Filiformi, invece, sono papille tattili.
Apparato olfattivo:
Il tessuto specializzato per riconoscere gli odori è l'epitelio olfattivo che si trova nella parte superiore della cavità  nasale. Esso è ricoperto di muco dove si trovano le molecole da analizzare. L'epitelio olfattivo è formato da tre tipi di cellule:
Basali di Sostegno: sono attorno alle cellule olfattive, hanno dei microvilli usati per spostare il muco.
Olfattive: sono le cellule atte a ricevere lo stimolo. Hanno delle ciglia immerse nel muco. Sono le stesse cellule a portare l'informazione al sistema nervoso centrale, invece di affidare il messaggio ad un neurone specializzato.
Tatto:
I meccanocettori presenti sull'epidermide sono vari e sono sensibili alla pressione e al dolore. Si dividono in due:
Dischi di Merkel: sono sensibili alla pressione e sono tonici.
Corpuscoli: che a loro volta si dividono in
di Messner (nei polpastrelli, nelle piante dei piedi, nelle labbra etc.): sono molto sensibili alla pressione e sono fasici.
di Ruffini (molto diffusi): sono meno sensibili e si adattano molto lentamente.
di Pacini (tendini, articolazioni): sono sensibili solo alla forte pressione e sono fasici.
Orecchio: apparato uditivo e vestibolare:
L'orecchio è costituito da tre parti:
Esterno: che comprende il padiglione auricolare, il meato acustico o condotto uditivo e termina alla membrana del timpano.
Medio: che va dalla membrana timpanica, comprende la catena degli ossicini (martello, incudine e staffa) fino alla finestra ovale.
Interno: che comprende la coclea o chiocciola, i tre canali semicircolari, l'utricolo e il sacculo.
L'apparato uditivo è formato dalla coclea e dai tre ossicini. Il martello è a contatto con la membrana del timpano e trasmette le vibrazioni all'incudine e alla staffa. Attraverso la finestra ovale, le vibrazioni si trasmettano alla coclea. Quest’ultima è formata da tre canali, di cui il primo e il terzo sono collegati e contengono perilinfa .
Il suono, quindi, si trasmette dal timpano ai tre ossicini, passa nella coclea attraverso la finestra ovale e comprime la perilinfa che trasmette le vibrazioni al canale vestibolare, quindi al canale timpanico e da questo al canale medio. In quest'ultimo canale si trova l'organo del Corti dove si trovano le cellule sensoriali. Queste cellule sono ricoperte da una membrana tettoria. Le loro ciglia, sfregando sulla membrana tettoria, trasmette le vibrazioni al nervo uditivo.
L'apparato vestibolare, invece, è composto dai tre canali semicircolari che hanno all'estremità  un'ampolla che è in contatto con l'utricolo e il sacculo, due cavità  a forma, appunto, di sacco. Nell'utricolo e nel sacculo ci sono le cellule sensoriali dell'equilibrio che hanno delle ciglia immerse in una gelatina in cui sono immersi degli otoliti. Gli otoliti sono sassolini di carbonato di calcio che, con il movimento, sfregano le ciglia dei recettori. Se il movimento è rotatorio (angolare), l'endolinfa presente nei tre canali semicircolari preme sulla gelatina presente nell'ampolla facendo muovere le ciglia delle cellule sensoriali immerse in essa (nella gelatina).

ORMONE
Sostanza prodotta dal sistema endocrino ghiandole che ha lo scopo di stimolare attività  in altri tessuti e organi.
L'insulina è l'ormone che consente alle cellule di utilizzare il glucosio, come tutti gli ormoni, hanno un effetto regolatorio sull'attività  di determinati tessuti e organismi

OSI
Noti come zuccheri semplici, i più noti comprendono da tre (triosi) a sette (eptosi) atomi di carbonio per molecola, tuttavia il numero di atomi di carbonio che compongono gli zuccheri semplici può essere ben maggiore: triosi (3 C), tetrosi (4 C), pentosi (5 C), esosi (6 C), eptosi (7 C), octosi. (8 C), nonosi (9 C), etc. Alla stessa formula bruta corrispondono diversi isomeri, il cui numero cresce col numero di atomi di carbonio della molecola. Vengono ulteriormente classificati come aldosi se nella loro molecola è presente un gruppo aldeidico, -CHO; chetosi se nella loro molecola è presente un gruppo chetonico, ossia un doppio legame C=O.
La formula generica degli osi è CnH2nOn; in ogni zucchero ci sono n-1 gruppi -OH ed è presente un gruppo chetonico o un gruppo aldeidico.
Il glucide più diffuso ed importante del mondo vivente è il glucosio, un aldoesoso.

OTORINOLARINGOIATRIA
In medicina, l'otorinolaringoiatria è la disciplina specialistica che si occupa del trattamento medico e chirurgico delle patologie dell'orecchio, del naso, della gola e delle altre strutture correlate della testa e del collo, tra cui anche il trattamento alle tonsille. Nonostante queste parti appaiano poco correlate, è comune che siano affette congiuntamente da un'infezione o che siano interessate dallo stesso trauma, per questo motivo sono trattate da uno specialista unico.

 

P______________________

PANCREAS ( leggi anche: Cellule alfa – beta – delta – staminali )
E’ una Ghiandola situata nella regione addominale. La più grande del corpo umano.
Gli ormoni del pancreas sono : l'insulina, glucagone e la somatostatina.
Il pancreas è una voluminosa ghiandola annessa all'apparato digerente.
La sua principale funzione è quella di produrre succo pancreatico ed insulina.
o Il succo pancreatico libera secreti digestivi, soprattutto enzimi, nello stomaco, con la funzione di digerire alcune sostanze nell'intestino tenue.
o Nelle isole di Langerhans, l'insulina ha la funzione di controllare la concentrazione di glucosio nel sangue.

PANCREAS ARTIFICIALE ( detti anche Microinfusori )
Espressione di una macchina che misura costantemente la quantità  di glucosio nel sangue e conseguentemente immette, nel nostro corpo, una quantità  di insulina necessaria.

PANCREASECTOMIA
Asportazione chirurgica del pancreas.

PANCREATITE
La pancreatite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, a carico del pancreas.
Non è causata dal diabete ma da virus, malattie della cistifellea o da un consumo smodato di alcol.
Si distinguono due principali gruppi di patologie, le pancreatiti acute e le pancreatiti croniche.
Per pancreatite acuta si intende un processo patologico caratterizzato dal fenomeno di auto-digestione di tessuti del pancreas (il parenchima esocrino) causato dai suoi stessi enzimi digestivi.
Con pancreatite cronica o pancreatopatia cronica si indicano tutte le affezioni del pancreas a carattere cronico e fibrosante che producono un danno permanente o disfunzione dell'organo. Queste ultime possono avere cause diverse, talvolta vi sono rapporti tra forme croniche e acute, in altri casi tra i fenomeni non vi è alcuna relazione
La diagnosi, che deve essere tempestiva, si ottiene interpretando i sintomi e facendo ricorso ad indagini quali RX, TC, MRI.

PASTIGLIE
( vedi IPOGLICEMIZZANTI ORALI )

PATOLOGIA
Per patologia si intende una qualunque malattia.
Si definisce patologia generale lo studio dei processi patologici fondamentali dell'organismo, come la febbre, la flogosi, lo stato di infezione, i tumori ecc.
L'anatomia patologica è una branca specialistica della medicina che studia le malattie umane mediante esame macroscopico degli organi o microscopico dei tessuti e delle cellule.
In ambito clinico l'anatomia patologica svolge un ruolo fondamentale per la pianificazione di eventuali terapie mediche o chirurgiche fornendo diagnosi su tessuti o cellule prelevate da pazienti in cui si sospetta una malattia. L'indagine anatomopatologica permette di distinguere tra tessuti normali, infiammazione, tumori benigni e maligni ed altre condizioni patologiche.
La patologia generale è una disciplina medica che studia i meccanismi generali di danno agli organismi viventi (infiammazioni, neoplasie, infezioni da microrganismi, lesioni da caldo o da freddo o da altre forme di energia, ecc.).
La conoscenza dei meccanismi generali è necessaria e propedeutica alla comprensione delle manifestazioni particolari di quei meccanismi nelle singole e specifiche malattie e allo studio sistematico e approfondito delle varie patologie caratteristiche di ciascun apparato o organo.
La patologia clinica è formalmente quella branca della medicina che applica le tecniche di indagine della patologia generale (disciplina accademica) ai singoli casi clinici, in un contesto applicativo e ospedaliero. Un patologo clinico è quindi uno specialista di laboratorio e lavora su campioni biologici di tessuto, di sangue o di altri liquidi e secrezioni corporee provenienti dai pazienti. Su tali campioni egli esegue indagini di morfologia macro e microscopica, analisi chimiche, immunologiche, microbiologiche e molecolari.


PELLE E PH ( fattore di acidità  delle pelle)
La pelle protegge dall'invasione dei microrganismi esterni e dalla perdita di fluidi. Essa comunque deve essere sufficientemente permeabile per lo scambio di calore, di aria e di alcuni fluidi. Essa è anche un organo sensoriale, ovvero il senso del tatto.
Il manto protettivo della pelle è acido ed è composto soprattutto da sebo.
E' formata dall'epidermide costituente la parte superficiale, dal derma separato dall'epidermide dalla membrana basale e dall'ipoderma o tessuto adiposo collocato sotto il derma.
Possiamo solamente dire che nell’uso del gergo comune, Il pH viene identificato come acidità  delle pelle. La pubblicità  televisiva lo ha introdotto con i saponi e le creme.
La pelle è l’organo più grande del corpo umano; in media, la pelle ha una superficie di 1,6 metri quadri e un peso che varia dai tre chili e mezzo ai dieci chilogrammi.
L’intera superficie cutanea è ricoperta da un film protettivo. Questo film è costituito da sebo (grassi) e acqua in un’emulsione.
Il tipo di pelle dipende quindi dal tipo di emulsione: A/O (acqua in olio = pelle grassa) oppure O/A (olio in acqua = pelle normale o secca).
Il valore di pH della pelle è compreso tra 4.2 ed i 6.
Pertanto nei prodotti per la cura del corpo umano non usare prodotti che abbiamo alcalinità  pari a 9 o 11.
La composizione approssimata delle pelle è 70% acqua, 25% proteine, 2% grassi, minerali 0.5% ed il restante 2.5% altre sostanza.

PENNA DA INSULINA
Alla metà  degli anni Ottanta nasce il primo esemplare.
Alla comodità  d’utilizzo le penne hanno via via aggiunto il pregio di una sempre minore “dolorabilità â€: la somministrazione di insulina tramite penna è diventata infatti sempre più confortevole, grazie alla disponibilità  di aghi sempre più sottili, ma non per questo meno efficaci e precisi. In altre parole, l’iniezione non fa male, ma non per questo è compromessa l’accuratezza del dosaggio.
La penna è composta da un ago e da una fiala di insulina. È utilizzata al posto delle siringhe.

PICCO GLICEMICO
E’il picco glicemico che danneggia l’arteria. Che si passi da 80 a 130 o da 130 a 180 è quasi lo stesso.
Tra l’altro questo concetto vale anche per la pressione arteriosa.
Il picco glicemico trafigge l’arteria. Danneggia anche la àŸ-cellula. Si crea così un circolo vizioso. L’iperglicemia danneggia il pancreas, il quale reagisce con un certo ritardo e in maniera insufficiente al picco di glicemia post-prandiale. Questo crea iperglicemie che a loro volta danneggiano il pancreas.

PIEDE DI CHARCOT
La neuroartropatia di Charcot è una malattia cronica caratterizzata da lussazioni, fratture patologiche e grave deformità  del piede in pazienti con neuropatia diabetica; la prevalenza tra i pazienti diabetici con neuropatia periferica è del 29%.
L'eziologia neurogena la si deve a Charcot (1868). Attualmente la patogenesi si spiega con una neuropatia autonomica che mediante l'aumento del flusso ematico articolare e osseo induce un rimodellamento osseo ed osteopenia, con conseguenti fratture.
Porta al deterioramento delle articolazioni ossee e dei tessuti connettivi soprattutto del piede e dell'anca.

PIEDE DIABETICO
Rappresenta la complicanza cronica del diabete e cioè la vasculopatia periferica e la Neuropatia.
Si intende una serie di compromissioni a carico del piede che si verificano generalmente dopo molti anni di malattia diabetica. Questi problemi non presi con la dovuta attenzione e curati per tempo portano ad un aggravamento ed a degenerazioni del nostro arto.
I rimedi estremi sono l’amputazione di alcuni elementi con le dita, o dell’intero piede ( pratica molto diffusa negli Stati Uniti ), in Italia i nostri medici vedono ancora di noi.

La prima è caratterizzato da alcuni aspetti tipici del piede vasculopatico, ovvero si presenta freddo, privo di polsi con alterazioni trofiche della cute fino a raggiungere stadi più avanzati come la necrosi o la gangrena.
Il paziente vasculopatico lamenta dolori ai polpacci (claudicatio intermittens), la pelle appare assottigliata e priva di peli.
Le lesioni vascolari sono prevalentemente periferiche multiple e bilaterali con un maggior coinvolgimento dell’arteria poplitea, pedidia e tibiale. Ciò comporta spesso fissurazioni sui talloni, macchie necrotiche fino a quadri parziali o totali di ischemia dell’arto inferiore.
Il piede neuropatico, all’opposto appare caldo con polsi palpabili, secco e la cute spesso è screpolata. Uno dei fattori scatenanti la formazione di ulcere neuropatiche, è la perdita parziale o totale della sensibilità , che, spesso legata ad una progressiva atrofia dei muscoli, porta un’ improvviso peggioramento del quadro generale del piede.
La neuropatia può essere sensitiva e cioè la perdita di sensibilità  al dolore, oppure motoria e cioè con alterazioni dell’arco riflesso limitata alla denervazione muscolare fino all’atrofia dei muscoli intrinseci del piede.

PLURIMETABOLICA ( vedi o SINDROME SISTOLICA / METABOLICA )
La Sindrome x sembrerebbe una terrificante malattia associata agli alieni ed ai film di fantascienza, invece è un “disturbo” che sta interessando un numero sempre crescente di europei.
La Sindrome x o Sindrome Plurimetabolica è una patologia caratterizzata dalla contemporanea associazione tra Diabete non insulino-dipendente (diabete mellito di tipo 2), l’Obesità  e le Malattie Cardiovascolari.
Sebbene il meccanismo patogenetico che sottende la Sindrome x non sia pienamente conosciuto, la causa scatenante sembra essere l’Insulino-Resistenza, stato metabolico caratterizzato da una diminuzione della normale risposta degli organi bersaglio alle concentrazioni fisiologiche dell’ormone.
L’ormone c’è, a differenza del diabete mellito di tipo 1 in cui è completamente assente, ma non fa sentire in maniera adeguata i suoi effetti.

POLIDIPSIA
Sensazione persistente di sete, è un sintomo del diabete.

POLIFAGIA
Sensazione persistente di fame, è un sintomo del diabete, specialmente se accompagnata da dimagrimento.

POLIURIA
La poliuria è una disfunzione dell'apparato urinario, consistente nell'emissione di una quantità  di urina superiore nell'uomo a 2 litri nelle 24 ore.
Fisiologica in caso di una elevata ingestione di liquidi, sintomo di una patologia come alcune forme di diabete.

PLONEUROPATIE
( vedi MONONEURAPATIE )

POLISACCARIDI
Sono polimeri di monosaccaridi o di loro derivati, uniti con legami glicosidici. Se per idrolisi producono un solo monomero si può parlare di omopolisaccaridi (o glicani), se invece produco diversi monosi si parla di eterosaccaridi. Esistono 3 polisaccaridi principali:
l'amido, che è il materiale di riserva per le piante;
il glicogeno, che rappresenta la riserva energetica del mondo animale, ed è localizzato nel tessuto muscolare e soprattutto nel fegato;
la cellulosa, che è il composto organico più diffuso in natura e il componente fondamentale delle pareti cellulari delle piante. Determina la robustezza del legno associandosi con altri polisaccaridi e con altre sostanze di altra natura. La mancanza nel nostro organismo di enzimi specifici in grado di distruggere il suo legame àŸ-glicosidico ci impedisce l'utilizzo di un'immensa fonte energetica. Si trova in tutti i cibi di origine vegetale.

POMO DI ADAMO
(vedi GOLA )

PRESSIONE SANGUIGNA ( o pressione arteriosa )
La pressione arteriosa sistemica (meglio conosciuta solo come pressione sanguigna) è la differenza di pressione per unità  di superficie esistente fra un'arteria e l'ambiente circostante.
La pressione del sangue varia lungo tutto l'apparato vascolare: infatti la pressione arteriosa diminuisce progressivamente dal ventricolo sinistro del cuore fino all'atrio destro, dove la pressione è intorno allo zero.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) ha stabilito i seguenti valori per un soggetto adulto di età  compresa tra i 20 e i 60 anni: per rientrare nella norma, la pressione arteriosa deve essere inferiore a 140/90. Valori pressori inferiori a 120/80 sono da considerarsi ottimali, purché la pressione arteriosa massima sia superiore a 100, altrimenti si ha l'ipotensione.
Invece quando la pressione arteriosa è superiore a 160/99 si ha l'ipertensione. L'ipertensione è lieve se la pressione è compresa tra 140-159/90-99, mentre se questa è compresa tra 160-179/100-109 l'ipertensione è moderata. A valori pressori superiori a 180/110 corrisponde un'ipertensione di grado severo.
La pressione sistolica è quella alta.
La pressione diastolica è quella bassa.

PRESSIONE ENDOCULARE
( vedi TONO OCULARE )

PRO-INSULINA
Sostanza prodotta dal pancreas che viene poi trasformata in insulina.
Alcuni soggetti potrebbero essere allergici ad essa dall’insulina iniettata.
Ciò accadesse si usano insuline purificate.
Sarà  sempre il medico diabetologo a dare le giuste indicazioni.

PROTEINE
Le proteine sono composti organici tra i più complessi, costituenti fondamentali di tutte le cellule animali e vegetali. Dal punto di vista chimico, una proteina è un polimero (o anche una macromolecola) costituita da una combinazione variabile di diversi monomeri detti amminoacidi, uniti mediante un legame peptidico, spesso in associazione con altre molecole e/o ioni metallici.
Le proteine Insieme a grassi e carboidrati, rappresentano una delle 3 classi di nutrienti dell'organismo. Sono presenti soprattutto negli alimenti di origine animale (carni, uova, formaggi latte e yogurt), ma anche in alcuni vegetali come legumi, grano intero e semi.

PROTEINURIA
Se risultasse dagli esami delle urine una presenza anormale di proteine, starebbe ad indicare un malfunzionamento dei reni.

 

 

 

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RECETTORI DELL’INSULINA
Punti della superficie esterna della cellula che le permettono di legarsi all'insulina assumendo il glucosio contenuto nel sangue portandolo all’interno della cellula stessa.

REBOUND (EFFETTO)
Brusco rialzo dei livelli di glicemia, soprattutto a seguito di ipoglicemia.

REFLETTOMETRO
( vedi glucometro )

RENI
Negli esseri umani i reni sono situati nella regione posteriore superiore dell'addome, ai lati della colonna vertebrale, nelle fosse lombari, esternamente al peritoneo che tappezza la cavità  addominale. Nell'uomo adulto ciascun rene pesa in media 150 g, nella donna adulta 135 g. La lunghezza media è 12 cm, la larghezza 6,5 cm e lo spessore 3 cm. Nel rene si distinguono una faccia anteriore convessa, una faccia posteriore pianeggiante, un polo superiore arrotondato, un polo inferiore più appuntito, un margine laterale convesso e un margine mediale.
I due reni, ciascuno dei quali è avvolto dalla capsula adiposa, sono contenuti in una loggia costituita dallo sdoppiamento di una fascia connettivale (fascia renale). Fra la capsula adiposa e la superficie del rene si trova una sottile membrana connettivale che riveste l'organo (capsula fibrosa). Il polo superiore di ciascun rene è sormontato dalla rispettiva ghiandola surrenale, che si spinge anche sulla faccia anteriore e sul margine mediale.
I reni necessitano di un notevole apporto ematico e pertanto presentano una ricca vascolarizzazione. Per ogni gettata cardiaca, circa il 20% del sangue fluisce attraverso questi organi; da ciò risulta che nei reni circolano in media 1.100 ml di sangue al minuto.
1. il rene regola la concentrazione nei liquidi corporei mediante integrazione tra processi di filtrazione, riassorbimento, secrezione ed escrezione.
2. il rene partecipa al mantenimento dell'equilibrio acido-base (controllo del pH ematico) agendo sul riassorbimento dei bicarbonati e sulla secrezione di idrogenioni.
3. il rene partecipa alla regolazione del volume dei liquidi corporei mediante meccanismi che permettono il recupero e l'eliminazione di acqua con conseguente escrezione di un'urina che, a seconda delle esigenze dell'equilibrio idrico ed elettrolitico, può essere ipertonica, isotonica o ipotonica; d'altra parte il rene regola il riassorbimento e la concentrazione extracellulare del cloruro di sodio, e quindi anche il volume dei liquidi corporei.
4. il rene svolge importanti funzioni endocrine mediante la secrezione di renina, eritropoietina, prostaglandine e la sintesi, a partire dalla vitamina D.

RETINA
Terza tunica dell’ occhio, di natura nervosa, che si estende dal nervo ottico, di cui rappresenta l’espansione terminale, all’orifizio pupillare. Presenta: una porzione posteriore a contatto con la coroide, o rètina propriamente detta, in cui sono contenuti i fotorecettori; una porzione media ciliare; una porzione anteriore iridea. La rètina propriamente detta appare come una membranella sottile, facilmente lacerabile e trasparente. All’esame istologico risulta costituita essenzialmente da due foglietti fondamentali: uno esterno monostratificato e pigmentato, uno interno pluristratificato, che forma lo strato nervoso della rètina. In quest’ultimo si distinguono nove strati disposti in piani concentrici: il più esterno di questi è lo strato dei fotorecettori, detti coni e bastoncelli per la caratteristica forma delle cellule nervose di cui sono composti. La rètina è provvista di un’abbondante irrorazione interna. Il sangue arterioso proviene quasi completamente attraverso l’arteria centrale (ramo dell’ arteria oftalmica) che, a livello della papilla ottica, si suddivide nei suoi rami. Le vene seguono grosso modo le arterie solo nei tronchi principali e sboccano nella vena centrale a livello della papilla. La rètina è sprovvista di vasi linfatici propriamente detti.

RETINOPATIA DIABETICA
Danneggiamenti dei vasi della retina. Si distingue in una forma più grave chiamata retinopatia proliferativa, ed in una meno grave o retinopatia non proliferativa.

RETINOPATIA NON PROLIFERATIVA
Primo stadio della retinopatia diabetica, generalmente non comporta riduzioni della capacità  visiva.

RIDOTTA TOLLERANZA AL GLUCOSIO
Definito in passato diabete latente, chimico, subclinico o borderline, è una situazione nella quale il paziente, pur continuando a produrre insulina, non metabolizza correttamente il glucosio assunto. Spesso, ma non necessariamente, la ridotta tolleranza al glucosio sfocia in un vero diabete non insulino dipendente

RIMBALZO
Brusco ritorno ad alti livelli di glicemia dopo una fase di bassa glicemia. ( Vedi Effetto Somogyi ).

RISPOSTA GLICEMICA
La capacità  che ogni alimento ha di influenzare la glicemia in un certo arco di tempo. La risposta glicemica dipende dall'apporto calorico dell'alimento, ma la sua dinamica (la velocità  con la quale l'alimento è trasformato in glucosio) varia da alimento ad alimento.

 

S______________________

SANGUE
Il sangue è formato da una parte liquida e da una parte corpuscolare, costituita da cellule o frammenti di cellule.
La parte liquida si chiama plasma ed è composta in larga parte da acqua; vi si trovano disperse numerose famiglie di proteine, di cui la più rappresentata è l'albumina, che svolgono svariate funzioni: omeostasi osmotica, trasporto di sostanze, regolazione della coagulazione ed altre; inoltre vi sono disciolti ormoni, elettroliti e gas.

Le cellule del sangue o ematiche si dividono in:
o eritrociti o globuli rossi o emazie;
o leucociti o globuli bianchi, a loro volta distinguibili in:
granulociti: neutrofili, eosinofili e basofili;
agranulociti: monociti (o macrofagi) e linfociti;
piastrine o trombociti.
I globuli rossi hanno la funzione trasportare l'ossigeno a tutte le cellule del corpo; i globuli bianchi hanno il compito di difendere l'organismo dagli attacchi di agenti patogeni quali batteri o virus; le piastrine infine svolgono un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue.
Le cellule del sangue, nell'adulto, sono prodotte dal midollo osseo, dalle linfoghiandole (in particolare i leucociti), dalla milza, fra i principali organi del sistema linfatico. Per la loro funzione sono detti organi emopoietici.
Si possono riassumere i seguenti dati numerici per il sangue umano:
i globuli rossi o eritrociti sono 4.2-6 milioni per mm cubo;
i globuli bianchi o leucociti sono 4.000-10.000 per mm cubo;
le piastrine o trombociti sono 200.000-300.000 per mm cubo;
il plasma costituisce il 55-60% del sangue;
il plasma è costituito per circa il 90% da acqua;
i globuli rossi sono costituiti per il 65% di acqua e per il 35% di sostanze solide (95% di emoglobina e 5% di lipidi, enzimi);
il peso specifico del sangue è di 1.055 kg/l;
il rapporto carbonio/azoto (C/N) nel sangue è circa pari a 3;
l'azoto costituisce il 10-14% del sangue;
il contenuto in fosforo del sangue è pari a 2.5-5.0 mg/dl nell'uomo adulto, 4.0-7.0 mg/dl nel bambino.

SACCARINA
La saccarina ha un potere dolcificante circa 300 (secondo altre fonti: 500) volte superiore a quello del saccarosio, ma presenta un retrogusto amaro o metallico generalmente considerato sgradevole, specialmente ad alte concentrazioni: tale effetto tuttavia è marcato più o meno a seconda della sensibilità  personale del consumatore. A differenza di composti analoghi di sintesi più recenti (ad es. l'aspartame), la saccarina è stabile al calore anche in ambiente acido, è inerte rispetto agli altri ingredienti alimentari e non dà  problemi di conservazione.
Nei paesi in cui l'uso di entrambi i composti è consentito, la saccarina viene spesso associata al ciclamato in proporzione 1:10 per correggere i rispettivi difetti nel retrogusto. Viene usata spesso anche in associazione con l'aspartame.

SACCAROSIO
Il saccarosio è il disaccaride chiamato comunemente "zucchero". Il saccarosio viene estratto nei paesi europei dalla barbabietola e nel resto del mondo dalla canna da zucchero; esso si trova anche nella maggior parte dei frutti e dei vegetali.

SCOLIOSI ( vedi CIDOSI e LORDOSI )
La scoliosi è una condizione che implica una complessa curvatura laterale e di rotazione della colonna vertebrale. La rotazione delle vertebre determina il gibbo, in genere costale.
Questa deformità  è più evidente a livello costale. Esistono delle eccezioni in cui non vi è rotazione ma vi è atteggiamento scoliotico. La colonna vertebrale scoliotica contiene muscoli atrofici ad un lato e muscoli ipertofici dall'altro che la deformano spesso associata a cifosi e lordosi.

SINDROME SISTOLICA o PLURIMETABOLICA
All’inizio venne denominata sindrome X, oggi è riconosciuta come sindrome sistolica o plurimetabolica. Racchiude un insieme di patologie che portano Ad elevati rischi cardiovascolari.
La causa scatenante sembra essere l’insulino resistenza. La caratterizzano ipertensione, obesità , dislipidemia, diabete.

SISTEMA LINFATICO
Il sistema linfatico è una complessa rete composta dai linfonodi e dai vasi linfatici (il più importante è il dotto toracico), che drena i tessuti dalla linfa, riversandola nella vena cava. Il sistema linfatico è un importante componente del sistema immunitario.
Il sistema linfatico ha quattro funzioni in relazione tra loro:
1. rimozione dei fluidi in eccesso dai tessuti
2. assorbimento di acidi grassi e conseguente trasporto di grasso e chilo verso il sistema circolatorio
3. produzione di cellule immunitarie come linfociti, monociti
4. produzione di anticorpi.

SISTEMA NERVOSO
Il sistema nervoso può essere considerato come il "terziario" del nostro corpo ed è il centro di comando e di controllo delle informazioni. Centralizza, immagazzina, restituisce e fa circolare i dati innati o acquisiti dall'individuo, permettendogli di esistere e di evolvere nel suo ambiente. E' evidente per ciascuno di noi che il ruolo del sistema nervoso è essenziale e che interviene in tutte le attività  del nostro organismo. E' suddiviso in due sottoinsiemi che sono il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso autonomo, definito anche sistema neurovegetativo. A livello organico è composto dal cervello, dal midollo spinale e dai nervi (periferici, simpatici e parasimpatici).

SISTEMA NERVOSO CENTRALE
Il sistema nervoso centrale controlla il pensiero, i movimenti consapevoli e tutte le sensazioni. E' composto dall'encefalo, dal midollo spinale e dai nervi periferici. Qualsiasi pensiero conscio, qualsiasi decisione e azione volontaria passano dal sistema nervoso centrale.
Gli squilibri che possiamo avere in questo ambito sono il segno della nostra difficoltà  a controllare consciamente e intellettualmente la nostra vita e le emozioni vissute. Durezza, eccesso di lavoro, tendenza a vivere tutto e a risolvere le cose con il pensiero e non con i sentimenti, si manifestano con squilibri, malattie o tensioni del sistema nervoso centrale. Anche la più grave epilessia, con i suoi momenti detti di "processo automatico", rappresenta una separazione dal sistema nervoso centrale a vantaggio del sistema autonomo.

SISTEMA NEUROVEGETATIVO ( detto anche sistema nervoso autonomo )
§ Il sistema nervoso autonomo chiamato anche sistema nervoso neurovegetativo è responsabile di tutta l'attività  inconscia dell'individuo. Da esso dipendono le funzioni organiche come la circolazione sanguigna, la digestione, la respirazione, come pure quelle psicologiche, emotive o di difesa come la pelle d'oca, vomito, il rossore in viso, l'istinto di fuga o di aggressività .
§ Mentre il sistema nervoso centrale è la relazione con i muscoli striati, quello autonomo comanda la muscolatura liscia. Comprende il sistema parasimpatico e il sistema simpatico. Il sistema parasimpatico è responsabile di tutto ciò che riguarda l'attività  di routine dell'organismo come le funzioni organiche mentre il sistema simpatico è deputato alle attività  di eccitazione, difesa e urgenza. Il sistema neurovegetativo è regolato dall'ipotalamo e dal bulbo rachideo.
§ Gli squilibri a questo sistema esprimono la nostra difficoltà  a mettere in collegamento dentro di noi il conscio e l'inconscio. Ci dicono che il nostro inconscio prova difficoltà  a controllare le sollecitazioni provenienti dal mondo esterno e in particolare le emozioni. Interviene allora un fenomeno di saturazione del sistema centrale conscio che non può più dirigere la nostra attività  fisica in quanto il sistema neurovegetativo prende il comando. Esso ci "obbliga" a fare o a non poter fare un certo numero di gesti, di atti oppure ci impedisce di accedere a certi livelli di coscienza o di memoria. Tutte le manifestazioni della "famosa" spamofilia, come tremori, tic detti "nervosi", nausee, emicranie, crampi, crisi di tetania sono espressione di questa difficoltà  interiore a dominare e a rispondere correttamente alle sollecitazioni del mondo esterno.

SITI (ROTAZIONE SITI)
In diabetologia sono i punti nei quali ci si inietta l'insulina. Le zone del corpo consigliate sono l'addome (tranne i 4 centimetri intorno all'ombelico), la parte superiore della natica e la parte centrale esterna della coscia e sulle braccia.
Meglio attuare una rotazione delle zone, per esempio, se dovessimo fare una corsa sarà  meglio non iniettare l’insulina sulla coscia.
La zona preferibile per l’insulina rapida è l’addome.
Per le insuline intermedie valgono coscia, braccio.

SOGLIA RENALE
Punto in cui l'eccesso nel sangue di alcune sostanze, come ad esempio il glucosio, non ne consente il riassorbimento. Tali sostanze si ritrovano nell'urina, mentre in condizioni normali non sarebbero presenti.

SOMATOSTATINA
La somatostatina è un ormone polipeptidico prodotto dall’ipotalamo, e da cellule del sistema APUD. È prodotta in varie sedi dell'organismo, in particolare dalle cellule D antrali dello stomaco (inibisce cellule G produttrici di gastrina, regolandone la funzione - vedi patogenesi dell'ulcera duodenale), nell'asse ipotalamo-ipofisario dove inibisce la secrezione di GH (ormone della crescita) e Prolattina e nelle cellule delta del pancreas dove inibisce il rilascio di insulina e glucagone e di acido cloridrico nello stomaco, inibisce inoltre la produzione esocrina del pancreas. Agisce anche da neurotrasmettitore.
I primi usi a scopo terapeutico risalgono agli anni '70, nella cura dell'acromegalia e dell'ulcera duodenale.

SORBITOLO
Il sorbitolo è un tipo di zucchero che si trova normalmente nella frutta, usato in molti prodotti senza-zucchero come i chewing gum e le caramelle.
I prodotti a base di sorbitolo sono chiamati "senza zucchero", perché lo zucchero non viene assorbito dall'intestino e non può quindi fornire calorie; siccome il sorbitolo non viene assorbito, può causare gas, gonfiore di pancia, crampi, e diarrea. Gli effetti aumentano con l'aumentare della dose assunta. E’ stato stimato che, in un bambino di tre anni, bastano circa quattro gomme o caramelle senza zucchero, o 1 lecca-lecca e mezzo per causare diarrea.

STEVIOSIDE
Lo stevioside è un composto presente nelle foglie della pianta stevia. È il responsabile del sapore dolce delle foglie, uso per cui la pianta è utilizzata come edulcorante dalle popolazioni autoctone centro e sudamericane. Il suo potere dolcificante è circa 300 volte quello del saccarosio, ed è impiegato in Giappone come dolcificante per bibite dietetiche, in quanto ha zero calorie e indice glicemico nullo.
In USA e UE invece ne è proibito l'uso industriale nella produzione di alimenti.

STIPISI (STITICHEZZA)
La stitichezza o stipsi è un disturbo definito dagli stessi pazienti, secondo criteri soggettivi, in termini di ridotta frequenza dell’alvo e disturbi addominali imputati ad una difficoltosa ed insufficiente evacuazione (stitichezza quantitativa). Si è oggi concordi nell’identificare in 3 evacuazioni per settimana, che è poi il 98° percentile della frequenza dell’alvo riportata dalla popolazione adulta, la frequenza minima per non considerarsi affetti dal disturbo. È da notare che, per quanto evacuare ogni 2-3 giorni sia considerato normale, il 60% di coloro che si definiscono stitici hanno un'attività  più regolare della norma (una volta al giorno), accusando i sintomi di una stitichezza fisiologica sulla base di un malessere esclusivamente soggettivo.
Escludendo i casi in cui la stitichezza dipende da fattori patologici gravi, nei casi normali si indicano le seguenti misure:
1) Camminare di più o realizzare un'altra attività  che ponga in movimento il corpo. Normalmente aiutano 20 minuti di movimento al giorno a ritmo accelerato.
2) Ingerire maggior quantità  di fibre alimentari: verdura cotta e soprattutto cruda, cereali, e in generale tutti gli alimenti ricchi di fibre vegetali: crusca, pane integrale, carote, sedano e molti altri.
3) Assumere maggior quantità  di liquidi: acqua (a digiuno), brodo, latte, succo di frutta.
In soggetti che soffrono di debolezza venosa, la stitichezza prolungata può avere come conseguenza l'insorgimento delle emorroidi.

STOMACO
Lo stomaco è un organo dell'apparato digerente che svolge la seconda fase della digestione, quella successiva alla masticazione.
Dopo un pasto normale generalmente si espande per contenere circa 1 l di cibo ma può anche arrivare a dilatarsi per contenerne fino a 4 L ed oltre, comprimendo però gli altri organi della cavità  addominale e spesso anche del torace.
Il suo ruolo principale è quello di scomporre in frammenti più piccoli le molecole di grandi dimensioni ingerite ad esempio con l'alimentazione, mediante acido cloridrico, per consentirne l'assorbimento da parte dell'intestino tenue. Altre funzioni sono la digestione proteica svolta dagli enzimi litici rennina e pepsine (le proteine vengono scomposte in catene più piccole, dette polipeptidi), l'assorbimento dell' acqua, di alcuni ioni e composti liposolubili quali l'alcol, l'acido acetilsalicilico e la caffeina.
La pepsina lavora solamente in ambiente a basso pH. Questo viene garantito sempre dall'acido cloridrico.
L'insieme di tutti questi elementi è detto succo gastrico, che viene azionato anche solo se pensiamo di mangiare (ovvero, quando viene l'acquolina). Le pareti dello stomaco si corroderebbero per colpa del succo gastrico, ma lo stomaco secerne una sostanza, la mucina, che evita questo problema. La spessa muscolatura garantisce infine i movimenti di rimescolamento degli alimenti che durante la permanenza nello stomaco, che può variare da una a tre ore, si trasformano in chimo.

SUCRALOSIO
Il sucralosio è un dolcificante artificiale noto col nome commerciale di Splenda negli Stati Uniti. Nell'Unione Europea è conosciuto anche col nome di E955. È 320–1000 volte più dolce del saccarosio cioè all'incirca il doppio più dolce della saccarina e quattro volte più dolce dell'aspartame.
Il sucralosio è il dolcificante artificiale più stabile esistente attualmente sul mercato, tanto che è possibile usarlo in molte ricette rimpiazzando completamente lo zucchero. Come detto nel paragrafo sulle confezioni, quando è venduto in forma granulare viene mescolato con altri composti in modo da poterlo sostituire allo zucchero mantenendo le quantità  della ricetta originale.

T______________________

TAUMATINA
E' un composto proteico. Negli USA è riconosciuta sicura come aromatizzante.
Si usa in sostanze alimentari come esaltatore di aroma, come nelle gomme da masticare.
Una proteina che deriva dal frutto di una pianta africana katemfe, una delle più dolci al mondo.

TEINA
( vedi CAFFEINA )

TERAPIA INSULINICA DIFENSIVA
E’ uno schema terapeutico che prevede un numero di 4 iniezioni al giorno, 3 prima dei pasti, di insulina rapida (sia essa di origine umana siano esse di tipo analogo) ed 1 prima della notte, di tipo intermedio. Questa terapia è in uso nei db di tipo 1, ultimamente anche al tipo 2.

TEST DI TOLLERANZA AL GLUCOSIO
Test che permette di accertare la diagnosi di diabete.
Al paziente devono essere effettuate una serie di determinazioni della glicemia a tempi fissi dopo l'ingestione di una preparazione standard contenente 75 grammi di glucosio.
Misurando la glicemia ogni mezz'ora nelle due ore successive l’ingestione, i valori ottenuti consentono di stabilire se è un diabete di tipo mellito.

TIPO 1 ( vedi diabete mellito )
Classificazione del Diabete come insulino-dipendente

TIPO 2 ( vedi diabete mellito )
Classificazione del Diabete come non insulino-dipendente

TIROIDE
La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella parte frontale del collo (al di sotto della laringe) ed è formata da due lobi uniti da una porzione intermedia detta istmo.
La tiroide rappresenta l'unico caso di ghiandola endocrina che possiede la capacità  di accumulare il secreto, prima che esso venga riversato nel torrente circolatorio.
La tiroidite acuta infettiva è un evento clinico piuttosto raro e può essere sostenuta da diversi agenti patogeni, per lo più di natura batterica, raramente micotica o parassitaria.
L’agente responsabile può essere individuato mediante la coltura del materiale ottenuto mediante puntura con ago sottile; il reperto citologico è quello di un processo suppurativo, con tappeto di granulociti neutrofili.
La tiroidite di De Quervain è una infiammazione subacuta della tiroide, generalmente causata da virus in grado di determinare un'attivazione prolungata del sistema immunitario, la cui frequenza sembra essere in aumento anche se rimane una patologia non comune.
I sintomi sono caratterizzati principalmente dalla febbre, di solito di entità  lieve o moderata, e dal dolore spontaneo o alla palpazione, localizzato alla base del collo, anteriormente, in corrispondenza della tiroide. Spesso, i sintomi insorgono a qualche giorno o settimana di distanza da una faringite o altra infezione delle alte vie respiratorie. I disturbi possono protrarsi per settimane o anche 2-3 mesi, e costituire così una condizione di febbricola prolungata la cui causa potrebbe non essere evidenziata facilmente dal paziente e dal medico, se non si considera la possibilità  di una tiroidite subacuta.
Tiroidite di Riedel
La tiroidite di Hashimoto o tiroidite cronica autoimmune è una malattia organo-specifica, a patogenesi autoimmune, caratterizzata morfologicamente da una cronica infiltrazione linfocitaria e da frequente evoluzione verso l’ipotiroidismo. La positività  degli autoanticorpi circolanti, anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e anti-tireoglobulina (anti-TG), sottende la patogenesi autoimmune e, al tempo stesso, ha un fondamentale significato diagnostico. I meccanismi del danno d’organo sono complessi e comprendono la partecipazione dell’immunità  umorale e di quella cellulo mediata.
La tiroidite cronica autoimmune è la forma più comune di tiroidite e la sua prevalenza è nettamente superiore nel sesso femminile e nell’età  avanzata. Qualora si prendano in considerazione anche le forme asintomatiche, definite dall’esclusiva positività  anticorpale, esse sembrano costituire in assoluto la più frequente tireopatia, soprattutto se si considerano le aree non iodio-carenti.
La definizione generale di tiroidite cronica autoimmune comprende le seguenti varianti morfologiche e cliniche:
1. tiroidite di Hashimoto propriamente detta, caratterizzata da gozzo diffuso con o senza ipotiroidismo;
2. tiroidite autoimmune asintomatica ad impronta atrofica, definita dalla positività  autoanticorpale, in assenza di gozzo o di franco ipotiroidismo;
3. mixedema idiopatico, che si manifesta con ipotiroidismo conclamato, in assenza di gozzo, con anticorpi spesso negativi.
( vedi le seguenti voci)
- Tiroidite
- Gozzo endemico
- Ipertiroidismo
- Ipotiroidismo
- TRH
- Calcitonina

TIROSINA
La tirosina è di grande importanza per la produzione di melanina. La troviamo in abbondanza nella farina e nel glutine.
La tirosina e altri 20 composti fanno parte del gruppo degli alfa-amminoacidi e costituiscono le unità  fondamentali di costruzione della proteine.
E’ un amminoacido detto aromatico poichè contiene un ciclo a 6 atomi di carbonio nella sua struttura ) non indispensabile per l’organismo. E’ capace di sintetizzare la tirosina a partire da un altro amminoacido che gli e’ indispensabile nell’alimentazione : fenilanina. ( vedi )

TONO OCULARE (pressione endoculare)
Per tono oculare si intende la pressione interna, espressa in millimetri di mercurio, del bulbo oculare.
Valori pressori fino a 18 mm/Hg sono ritenuti normali, tra 18 e 21 mm/Hg sono borderline, sopra 21 mm/Hg sono ritenuti patologici. È da sottolineare che comunque i valori sono sostanzialmente indicativi, e anche valori superiori possono non produrre danni al nervo ottico.

TRACHEA
(vedi GOLA )

TRAPIANTO
Esistono varie tipologie di trapianto che possono essere approntate per il paziente DB di tipo 1:
Trapianto di pancreas isolato
Trapianto di rene-pancreas
Trapianto di insule

TRH
è la sigla con cui è indicato l'ormone che libera la tireotropina dall'ipotalamo. Viene convogliato nella ghiandola ipofisiarica, dove stimola la secrezione degli ormoni adenoipofisarici. In particolare il TRH provoca la secrezione dell'ormone tireostimolante TSH da parte dell'ipofisi anteriore (adenoipofisi).
Il TRH stimola inoltre la secrezione di prolattina e dell'ormone della crescita.
È largamente distribuito anche in molte zone cerebrali extraipotalamiche, nel midollo spinale ed in altri organi.

TRIAL
Studio effettuato analizzando per lunghi periodi di tempo un numero generalmente elevato di pazienti. Serve per valutare l'effetto a lungo termine di farmaci e terapie .

TRIGLICERIDI
trigliceridi svolgono un ruolo importante nel metabolismo in quanto fonti di energia. Contengono più del doppio dell'energia (9 kcal/g) dei carboidrati e delle proteine. Nell'intestino, i trigliceridi sono scissi in glicerolo e acidi grassi con l'aiuto delle lipasi e della bile secreta dal fegato (questo processo è detto lipolisi), che possono passare nei vasi sanguigni. I trigliceridi sono ricostruiti nel sangue dai loro frammenti e divengono costituenti delle lipoproteine, che, tra le altre funzioni, trasportano gli acidi grassi da e verso le cellule. Vari tessuti possono utilizzare gli acidi grassi come fonte di energia. Le cellule adipose sintetizzano e immagazzinano trigliceridi. Quando il corpo richiede acidi grassi come fonte di energia, l'ormone glucagone segnala il calo di trigliceridi alla lipasi sensibile all'ormone di liberare acidi grassi. Dato che il cervello non è in grado di usare acidi grassi come fonte energetica, il glicerolo dei trigliceridi può essere convertito in glucosio quando la sua concentrazione scende. Le cellule adipose possono anche essere demolite per questa ragione, qualora le necessità  del cervello superino quelle del corpo.
Questi grassi presenti nel sangue, si alzano se il Diabete è scompensato o se si beve troppo vino o superalcolici.

TROMBOSI
La trombosi è una coagulazione intravascolare localizzata, che compare in un soggetto vivente. Esistono trombosi venose ed arteriose.
Le prime, associate spesso a varici, sono più frequenti e si localizzano maggiormente negli arti inferiori. Si distinguono in trombosi venosa profonda (TVP) o flebotrombosi, e superficiale (TVS) o tromboflebite.
Per quanto riguarda le lesioni arteriose, i trombi possono essere in relazione all'aterosclerosi.
Il trombo è una massa solida costituita dalla fibrina, contenente piastrine, globuli rossi e bianchi che si forma nel normale processo di coagulazione del sangue.
trombi vengono classificati in base a tre caratteristiche: la loro composizione in elementi corpuscolati e fibrina, le loro dimensioni e la loro sede.
In base alla composizione si distinguono tre tipi di trombi, dovuti ai diversi effetti possibili della velocità  del flusso ematico e della rapidità  della coagulazione:

bianchi: formati da piastrine, fibrina e pochi globuli rossi e pochi globuli bianchi, peculiari delle arterie, dove il flusso veloce non permette di catturare globuli rossi;
rossi: formati da piastrine, fibrina e molti globuli rossi e molti globuli bianchi, peculiare delle vene, per la lentezza del flusso;
variegati: sono trombi con zone chiare e zone rosse alternate, dovuti ad un lento processo di aggregazione piastrinica che ha intrappolato alcuni globuli rossi, nei momenti di bassa velocità  del flusso ematico, condizione che si verifica dopo ogni contrazione a livello del cuore e del primo tratto dell'aorta.
In base alle dimensioni si distinguono in trombi:
ostruttivi: che occludono l'intero lume del vaso;
parietali: che non occludono tutto il vaso;
a cavaliere: situati sullo sprone di una biforcazione.
Infine i trombi si possono ancora suddividere per sede:
arteriosi: sono quelli che causano gli infarti, presenti in particolare presso le coronarie, le arterie cerebrali e degli arti inferiori;
venosi: sempre occlusivi, si formano in sede di sfondamenti della parete del vaso (varici) o di ulcere, presenti in particolare negli arti inferiori;
intracardiaci: localizzati in particolare negli atri.

 

U

UDITO
( vedi ORECCHIO )

ULCERA
Lacerazione dello strato superficiale di un organo.
Sono note le ulcere gastriche, ma per i diabetici il problema maggiore sono le ulcere che colpiscono l'epidermide dei piedi e delle gambe a seguito di tagli o dello sfregamento di calzature poco adatte.
Guariscono molto lentamente e devono essere temute da chi non ha cura per i propri piedi.

UMOR VITREO
La sostanza gelatinosa e trasparente che riempie il centro dell'occhio fra la retina e la pupilla.

UNITA' DI INSULINA
Dette anche U.I. o Unità  internazionali, sono le unità  attraverso le quali si misura la concentrazione di insulina.
Viene utilizzata l’insulina U-100 (ogni ml di preparazione insulinica contiene 100 Unità  di insulina).

URINE
L'urina è il prodotto della secrezione del rene attraverso la quale vengono eliminati dall'organismo i prodotti metabolici (scorie dannose) presenti nel sangue. Viene trasportata attraverso i due ureteri alla vescica, organo cavo preposto al suo accumulo. L'emissione di urina avviene poi attraverso l'uretra, e viene definita diuresi.
Nell'uomo sano l'urina è un liquido limpido, atossico, sterile, incolore in condizioni normali, giallo paglierino nelle urine concentrate. Il valore del pH è variabile tra 4,4 e 8, anche se normalmente vicino a 6; la densità  è pari a 1015-1025 kg/m3. La quantità  di urina prodotta è estremamente variabile in quanto la percentuale di acqua dipende dall'ormone antidiuretico; una persona adulta produce da un minimo di 500 ml (o anche meno in casi eccezionali, a seconda della capacità  dei nefroni di concentrare le sostanze) ad un massimo di 25 l (circa un litro ogni ora). Le persone che hanno delle disfunzioni di produzione dell'ormone antidiuretico, detto anche ormone ADH, possono emettere quantità  di urina che si avvicinano molto a questa soglia.
Un litro di urina è composto da:
- acqua (960 g)
- urea (20-25 g)
- azoto (10-15 g)
- cloruro di sodio (10-16 g)
- acido solforico
- acido fosforico
- acido cloridrico
- potassio
- sodio
- acido urico
- calcio
- magnesio
- acido ippurico
- creatinina
- urobilina
- ferro
- ammoniaca

UROLOGO
Medico specializzato nello studio del tratto urinario. Gli urologi si occupano anche degli organi genitali maschili.

 

 

 

V______________________

VASCOLARE
Si intende per vascolare; che riguarda i vasi sanguigni (vene, arterie e capillari).

VASI SANGUIGNI
Si intende per vaso sanguigno la parte del sistema circolatorio adibita al trasporto del sangue attraverso il corpo.
Le tipologie più importanti sono le arterie e le vene, che portano, rispettivamente, il sangue dal cuore al resto dell'organismo e viceversa.
Vi sono varie tipologie di vasi sanguigni:
o Arterie
Aorta (l'arteria principale, trasporta il sangue fuori dal cuore)
Rami dell'aorta, come l'arteria carotidea, l'arteria succlavia, il tronco celiaco, le arterie mesenteriche, l'arteria renale e l'arteria iliaca.
o Arteriole
Capillari (i vasi sanguigni più piccoli)
Vene
Grandi vasi collettori, come la vena succlavia, la vena giugulare, la vena renale e la vena iliaca.
Vena cava superiore e vena cava inferiore (le 2 vene maggiori, portano il sangue al cuore)
o Venule
Possono essere grossolanamente raggruppati come vasi arteriosi e venosi, a seconda che trasportino il sangue dal o verso il cuore. Il termine "sangue arterioso" è comunemente usato per indicare sangue con un'alta concentrazione di ossigeno, nonostante l'arteria polmonare trasporti "sangue venoso", mentre quello che fluisce nella vena polmonare è ricco di ossigeno.

VENA
In anatomia si definisce vena quel vaso sanguigno che porta sangue dalle varie parti del corpo all'atrio destro del cuore.
Vaso sanguigno in cui passa sangue a bassa pressione povero di ossigeno, e ricco di anidride carbonica.

VERTEBRE
Da ogni lato del midollo spinale emergono 31 paia di nervi spinali composti da 31 radici anteriori e 31 radici posteriori. I nervi spinali sono distinti in 8 paia cervicali, 12 toracici 5 lombari 5 sacrali e tre coccigei di cui gli ultimi 2 rudimentali.
Distinguiamo:
Vertebre cervicali, Atlante, Epistrofeo (o Asse), Vertebra prominente, Vertebre toraciche, I vertebra toracica, X vertebra toracica, XI e XII vertebra toracica, Vertebre lombari, Osso sacro, Coccige .

VITAMINE
Le vitamine sono composti organici essenziali per l'uomo. Esse sono incluse tra quei micronutrienti che devono essere assunti con la dieta, quotidianamente ed in piccole quantità , poiché non vengono sintetizzati dall'organismo umano.
La vitamina C l’uomo non la sintetizza dagli alimenti per cui la deve assumere quotidianamente, sempre attraverso gli alimenti, è idrosolubile.
Le vitamine presentano strutture chimiche molto diverse tra loro per cui, al momento, l'unica classificazione operativamente valida è quella che le distingue in due gruppi: quello delle vitamine idrosolubili (vitamina C e del gruppo B) e quello delle vitamine liposolubili (vitamine A, E, D, K).
Le vitamine idrosolubili svolgono principalmente la funzione di coenzimi, mentre non tutte quelle liposolubili hanno una simile attività .
Non tutte le vitamine vengono assunte nella loro forma biologicamente utilizzabile ma piuttosto come precursori che vanno sotto il nome di provitamine. Una volta assunti, tali composti vengono trasformati da specifici enzimi metabolici nella loro forma attiva, al fine di renderli utilizzabili.
Le vitamine idrosolubili, nell'organismo umano, vengono eliminate rapidamente con le urine per cui difficilmente abbiamo accumulo.
Le vitamine idrosolubili sono:
Tiamina (vitamina B1)
Riboflavina (vitamina B2)
Niacina o acido nicotinico (vitamina B3 o vitamina PP)
Acido pantotenico (vitamina B5)
Cobalamina (vitamina B12)
Acido ascorbico (vitamina C)
Biotina (vitamina H o vitamina B8)
Acido folico (vitamina M o vitamina B9)
Piridossina o piridossamina o piridossale (vitamina B6)
Le vitamine liposolubili, al contrario, vengono immagazzinate nel tessuto adiposo, per cui un loro eccesso viene smaltito più lentamente, con la possibilità  di fenomeni di tossicità .
Le vitamine liposolubili sono:
Vitamina A (Retinolo ed analoghi)
Vitamina E (Tocoferolo e Tocotrienoli )
Vitamina D (Colecalciferolo ed ergocalciferolo)
Vitamina K (Naftochinone e derivati)

VITRECTOMIA
Procedura chirurgica che comporta l'asportazione del vitreo. Tecnica usata in caso di eccessiva cicatrizzazione ed irrorazione del vitreo.

VITREO
Parte interna dell'occhio ripiena di liquido gelatinoso. 

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XILITOLO
Lo xilitolo viene estratto dalla betulla, dal lampone, dalla prugna, dal grano.
Viene principalmente importato dalla Cina ed è un prodotto molto popolare grazie alla rapida capacità  di crescita dell'albero della betulla.
Molto popolare in Finlandia, dove si producono versioni dei dolci tipici con questo dolcificante.
Lo xilitolo è un dolcificante amico dei denti. La sua presenza nei dolci in sostituzione allo zucchero tradizionale può aiutare nel prevenire la carie e favorire la rimineralizzazione di piccole lesioni.
Lo xilitolo è un alternativa a basso contenuto di calorie allo zucchero e al saccarosio ed ha un indice glicemico pari alla metà  circa di quello del saccarosio.
Tuttavia il carico glicemico risultante è comunque significativo per chi soffre di diabete di tipo I.

Z______________________

ZUCCHERO
(Vedi saccarosio )
Lo zucchero, è la denominazione comune del disaccaride saccarosio, composto organico della famiglia dei carboidrati, che costituisce il più comune dei glucidi. Il termine zucchero è ancora talvolta utilizzato per indicare, in generale i glucidi o idrati di carbonio.